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domenica 3 Luglio 2022

Gas in rubli, non si può fare: cosa dicono i contratti europei

Mosca – Il Presidente russo, Vladimir Putin, ha firmato il decreto presidenziale sulle regole del commercio di gas naturale russo con i cosiddetti Paesi ostili per il pagamento in rubli. Lo ha comunicato lo stesso leader russo, aggiungendo che he il pagamento del gas in rubli è un passo verso la sovranità finanziaria della Russia e che “i Paesi occidentali dovranno aprire un conto in rubli presso le banche russe per pagare il gas” con la valuta russa.” Se i pagamenti non avverranno in rubli i contratti esistenti saranno interrotti – ha specificato – nessuno ci vende niente gratis, e noi nemmeno faremo opere di carità. Ciò significa che i contratti esistenti, in caso di mancato pagamento del gas in rubli, saranno interrotti”.

Tuttavia il decreto, secondo quanto riporta Tass, prevede la possibilità che alcuni pagamenti non siano effettuati nella valuta di Mosca. Spetterà alla commissione governativa che vigila sugli investimenti stranieri individuare i casi in cui sarà autorizzato il pagamento non in rubli. Il capo del Cremlino ha anche affermato che “gli Usa cercano di risolvere i propri problemi a scapito altrui. I loro errori in campo economico cercano di scaricarli su di noi. Cercano di spingere l’Europa ad acquistare il gas americano, che è più caro”, rispetto a quello russo. Putin è tornato anche a parlare delle sanzioni definite ancora “illegittime” perchè “sono state introdotte ormai da molti anni per indebolire il potenziale produttivo e finanziario del nostro Paese, preparate precedentemente e che sarebbero state introdotte in ogni caso”.

Sono arrivate immediatamente le reazioni dei leader europei. “Abbiamo guardato i contratti, c’è scritto che si paga in euro. E ho chiarito nella telefonata che rimarrà così. Le imprese potranno pagare, vorranno pagare e pagheranno in euro”: lo ha ribadito il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Stesso concetto ribadito nel corso della conferenza stampa di Berlino dal ministro dell’Economia francese, Bruno La Maire, e quello tedesco, Robert Habeck: entrambi hanno sottolineato che non accetteranno “in alcun modo di pagare il gas in altre divise rispetto a quelle sancite dai contratti”. I governi di Francia e Germania, hanno detto, “si coordineranno in modo stretto e quotidiano” e che potrebbe esserci una situazione in cui domani, in circostanze particolari, non ci sarà più il gas russo. Sta a noi preparare questi scenari e ci stiamo preparando”.

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