6 C
Milano
lunedì 30 Gennaio 2023

Gas, il ritardo “tecnico” delle bollette sui prezzi e la ricetta francese per calmierare le tariffe

Milano – “Secondo quanto stabilito da Arera, dal 1° dicembre la bolletta del gas salirà del 23,3% nel mercato tutelato. Una Caporetto! Al rincaro di novembre del 13,7% si aggiunge ora quello di dicembre. Bollette da infarto, insostenibili per troppi italiani”. Lo afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione nazionale consumatori. Secondo lo studio dell’Unc, per una famiglia tipo in tutela il +23,3% significa spendere su base annua 400 euro in più. La spesa totale nei dodici mesi (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° dicembre 2022 al 30 novembre 2023 nell’ipotesi di prezzi costanti) arriva alla cifra stellare di 2113 euro, che sommati ai 1434 della luce già scattati dal 1° gennaio 2023, determinano una stangata complessiva pari a 3547 euro.

Se il prezzo del gas sale del 23,3% rispetto a quello di novembre 2022, aumenta del 55,9% rispetto a un anno fa, ossia rispetto a dicembre 2021 e del 125% nel confronto con dicembre 2020. “Il Governo si sta dimostrando del tutto inadeguato ad affrontare questa emergenza nazionale, limitandosi a riciclare quanto fatto da Draghi nonostante la situazione sia nel frattempo profondamente peggiorata. Regna il silenzio anche rispetto alla fine del mercato tutelato del gas che per i condomini e le associazioni, dalla polisportiva alla pro loco del paese, è prevista tra meno di 3 mesi, il 1° aprile 2023. Urge un rinvio” conclude Vignola.

Secondo l’analisi di Facile.it, invece, una famiglia tipo con un contratto di fornitura nel mercato tutelato lo scorso anno ha dovuto sostenere oltre 3.100 euro, vale a dire circa 1.340 euro in più rispetto al 2021 (+76%) per pagare le bollette di luce e gas. Nello specifico, per l’energia elettrica nel 2022 gli italiani hanno messo a budget circa 1.320 euro, il 109% in più rispetto al 2021, mentre per il gas – considerando anche la tariffa di dicembre 2022 – l’aumento è stato di circa il 60%, con una bolletta che ha raggiunto i 1.790 euro.

“Nel 2022 – spiega Mario Rasimelli, managing director utilities di Facile.it – le famiglie italiane hanno dovuto fare i conti con tariffe mai così care e anche per il 2023 – nonostante alcuni segnali positivi come ad esempio il calo del prezzo dell’elettricità nel mercato tutelato per il primo trimestre dell’anno – i fattori di incertezza rimangono numerosi e le bollette elevate, pertanto il consiglio è di non abbassare la guardia, continuare ad essere virtuosi in ambito domestico e monitorare le offerte del mercato libero così da cogliere eventuali opportunità di risparmio. I primi vantaggi del calo del prezzo del gas saranno visibili “nei primi mesi” di quest’anno, ha dichiarato alcuni giorni fa la deputata di FI Letizia Giorgianni. Senza l’intervento del governo, sostiene, i rialzi sarebbero stati del “59%. Le misure messe in campo con l’innalzamento dell’asticella Isee da 12mila a 15 mila sono positive e vanno incontro alle difficoltà delle famiglie sul caro bollette. Senza l’intervento del Governo – conclude – si calcola che le bollette di elettricità e gas avrebbero subito un incremento del 65% e 59%”.

Ma veniamo a una domanda che si fanno molti utenti: perché a fronte di prezzi del gas che continuano a scendere, sono tornati ormai ai livelli precedenti allo scoppio della guerra in Ucraina, le bollette continuano a salire. Perché succede? Per rispondere è necessario partire dalle modifiche apportate dall’Autorità alle modalità di calcolo, proprio a causa della crisi che si è aperta dopo l’invasione russa dell’Ucraina. In particolare, è intervenuta sulle modalità con cui viene aggiornato il costo della materia prima. In pratica, le quotazioni a termine del mercato all’ingrosso non sono più la base di partenza per il calcolo del prezzo del gas nel regime tutelato. Il prezzo del gas viene fissato considerando la media dei prezzi del mercato all’ingrosso italiano. La frequenza di aggiornamento dei prezzi ora è mensile e non più trimestrale. All’inizio di ogni mese, come successo oggi per il mese di dicembre, l’Autorità di regolazione per energia pubblica i valori di riferimento del mese precedente.

Questo meccanismo permette in teoria di non trasferire sulle bollette i costi di copertura del rischio. E anche di intercettare con maggiore rapidità ed efficacia i vantaggi derivanti da una diminuzioni delle quotazioni, come sta avvenendo in questa fase. Cosa è successo allora a dicembre? Il meccanismo di formazione del prezzo tiene conto della media del mese, confrontata con quella del mese precedente, e dato che nella prima metà di dicembre si erano registrati aumenti su novembre, il risultato finale è comunque un rialzo. “Nella prima metà del mese di dicembre i prezzi erano relativamente alti, con prezzi intorno ai 130-135 euro a mwh, mentre nella seconda metà di dicembre, complice il clima e una percezione diversa della capacità dell’Europa di lavorare su questo settore e l’effetto degli stoccaggi più pieni del previsto, c’è stato un crollo significativo, oggi siamo a 80 euro al mwh”, la sintesi del presidente di Arera, Stefano Besseghini.

Guardando avanti, alla prossima rilevazione per il mese di gennaio, se la tendenza al ribasso delle quotazioni del gas naturale dovesse proseguire, o se quantomeno non si registrassero aumenti nella media del mese, si avrebbero i primi effetti positivi sulle bollette, con un calo che inizierebbe a compensare la sequenza di aumenti che si è registrata negli ultimi mesi. Tutto questo, considerando che quando si parla di tariffe regolate dall’Arera si sta parlando del mercato tutelato. Chi invece è nel mercato libero, la maggior parte degli italiani, deve aspettare che i contratti a tariffa variabile riflettano le variazioni dei prezzi di mercato oppure, nel caso di contratti a tariffa fissa, andare a cercare operatori che nel frattempo abbiano scelto di abbassare i loro prezzi.

In Francia c’è una ricetta che l’esecutivo ha messo in campo, da cui si potrebbe trarre qualche spunto: misure generalizzate per i consumatori per limitare i rialzi in bolletta al 15% in media, circa 20-25 euro al mese (entro i 300 euro l’anno dunque) fino a fine giugno o per tutto l’anno, dipende dai casi. L’arsenale della Francia contro gli aumenti ha previsto la proroga dello scudo tariffario introdotto nel 2021 per il gas e nel 2022 per l’elettricità. Questa misura, secondo quanto indicato dal governo, limiterà il rialzo delle bollette al 15% in media, +25 euro al mese per le famiglie che si riscaldano con il gas e +20 euro per l’elettricità. Senza questo dispositivo l’aumento medio sarebbe stato di circa 200 euro al mese per il gas e di 180 euro per l’elettricità.

Se l’Esagono applicasse le tabelle dell’Arera francese, la Commissione di regolamentazione dell’energia (Cre), il livello medio delle tariffe del gas regolamentate al primo dicembre 2022 sarebbe stato superiore del 122% rispetto a quello in vigore al primo ottobre 2021, per quanto riguarda l’elettricità sarebbe salita di oltre il 30% rispetto al livello di fine 2021. Quanto ai beneficiari, si tratta di una misura generalizzata: lo scudo tariffario si applica ai consumatori residenziali (che consumano meno di 30 MWh/anno) e alle comproprietà con un contratto individuale di fornitura di gas naturale. Ne beneficiano sia gli utenti con tariffa a prezzo fisso sia variabile. Quanto ai tempi, la proroga è estesa a tutto il 2023 per l’elettricità, fino al 30 giugno 2023 per il gas.

Latest News