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martedì 6 Dicembre 2022

Gas: il price cup Ue, l’emergenza tedesca, lo stoccaggio Enel e le rassicurazioni di Mosca

Bruxelles – Il riferimento al price cap entra nell’ultima versione della bozza di conclusioni del Consiglio europeo. Il testo nel paragrafo dei temi economici, al punto 23, vede l’aggiunta nel quale si legge che il Consiglio “nel contrasto all’uso come arma del gas da parte della Russia e richiamando le conclusioni del 31 maggio, invita la Commissione a perseguire nei suoi sforzi nell’assicurare le forniture energetiche a prezzi accessibili”. Le conclusioni del vertice di maggio invitavano la Commissione ad esplorare le opzioni per calmierare i prezzi, inclusa quella di un price cap temporaneo. “Già il fatto che si ventili” la possibilità di fare il price cap “fa da deterrente ai mercati che possono pensare di fare i picchi fuori controllo”, ha detto il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani.

Intanto la Germania attiva l’allarme nel piano di emergenza sul gas. La decisione, concordata nel governo di Olaf Scholz, è stata comunicata dal ministero dell’Economia e del Clima guidato dal verde Robert Habeck. “Al momento l’approvvigionamento del gas è garantito”, ha anche assicurato il ministero. Il piano prevede tre step: allerta, allarme ed emergenza. “Il gas è da subito in Germania un bene scarso”, ha detto Habeck in uno statement a Berlino, nel quale ha annunciato che la Germania ha attivato l’allarme nel piano di emergenza sul gas. “Dobbiamo ridurre l’uso del gas già d’estate”, ha affermato. L’estate è “ingannevole”, “ma l’inverno arriva e dobbiamo riempire i depositi”, ha aggiunto. Habeck ha esortato i tedeschi a “compiere uno sforzo nazionale” per contrastare ed evitare che si realizzi la “volontà” di Putin. “Ci troviamo in uno scontro economico con la Russia e il gas viene usato come arma”, ha affermato. “Servono tutte le misure politiche per fare in modo che ci sia abbastanza gas”, ha aggiunto.

Riempire almeno all’80 % gli impianti di stoccaggio del gas entro il primo novembre 2022 per proteggere i cittadini europei da eventuali shock di approvvigionamento. Questo l’obiettivo del regolamento Ue sullo stoccaggio dell’energia il cui testo legislativo è stato approvato durante la plenaria del Parlamento europeo con 490 voti favorevoli, 47 contrari e 55 astensioni. La relazione chiede che gli impianti di stoccaggio del gas siano considerati infrastrutture critiche. Tutti i gestori degli impianti di stoccaggio quindi dovranno ottenere nuove certificazioni obbligatorie per ridurre il rischio di interferenze esterne.

In Italia, nel frattempo, Enel raddoppierà la sua capacità di stoccare gas, fino a un miliardo di metri cubi, per sostenere gli altri operatori in questa fase di emergenza. Lo ha detto il presidente, Michele Crisostomo. “Siamo in linea con i target per soddisfare la quota che spetta a Enel in proporzione rispetto al sistema. La nostra parte, da garantire entro ottobre, è pari a 0,6 miliardi di metri cubi di gas. Al momento abbiamo eseguito stoccaggi per 0,3 miliardi di metri cubi. Abbiamo però fatto un passo ulteriore. Abbiamo acquisito la disponibilità, acquistando capacità da attingere dai rigassificatori, per ulteriori 0,5 miliardi di metri cubi di gas. Tutto questo ci permetterà di coprire il fabbisogno per le nostre centrali a gas e per le forniture ai nostri clienti, in linea con quanto fatto negli anni precedenti”, ha spiegato.

“Inoltre – aggiunge – ci siamo impegnati ad aumentare ulteriormente lo stoccaggio di gas fino a un miliardo. La quantità in eccesso, rispetto a 0,6 miliardi di metri cubi, corrisponde al contributo che possiamo dare alla sicurezza del sistema. Questa disponibilità l’abbiamo resa nota ieri nella riunione al ministero della Transizione energetica”. Crisostomo ha rilevato come “rispetto ad altri operatori Enel ha la struttura di mercato per muoversi anche in situazioni di grande volatilità, coprendosi con i contratti derivati. Questo non ha nulla a che vedere con la speculazione: Enel è operatore industriale e, rispetto a commodity che sono necessarie per il suo business, si comporta come chi si copre dai rischi e non come chi specula sulla volatilità delle commodity”.

“Scommettere sulle commodity – continua – è molto difficile. E’ più saggio seguire l’andamento. Un rialzo è sicuramente possibile. Possono, però, esserci anche fattori che possono portare al ribasso. A cominciare dalla possibilità che si introduca un tetto al prezzo del gas a livello europeo, che sarebbe la scelta più adeguata. Bisogna, però, tenere conto anche del fatto che paesi come la Spagna hanno ottenuto una deroga per imporre un tetto a livello nazionale”. Dal suo punto di vista, “creare situazioni differenziate a livello europeo finisce da una parte per indebolire il fronte comune dei Paesi acquirenti, dall’altra crea un problema di mercato interno in termini di competitività dei singoli sistemi imprenditoriali rispetto agli altri. La soluzione migliore è il tetto a livello europeo; ma se la situazione dovesse esacerbarsi non si potrebbe trascurare l’eventualità di consentire anche ad altri paesi, dopo la Spagna, di introdurre un tetto a livello nazionale”.

Enel sta facendo la sua parte anche con le centrali a carbone: “Il carbone consente di rendere sempre più residuale l’uso del gas. Nella stessa logica in base alla quale abbiamo messo a disposizione una maggiore capacità di stoccaggio, abbiano messo a disposizione le centrali incrementando la produzione di energia elettrica. Anche sul carbone ci siamo mossi, in coordinamento con il governo, per tempo per garantire il fabbisogno”. “L’obiettivo – conclude il presidente di Enel – è avere, come per gli stoccaggi di gas, una copertura che consenta di garantire il fabbisogno per un anno”. Arrivano, infine, anche le rassicurazioni di Mosca: le forniture di gas del Nord Stream sono temporaneamente ridotte a causa di problemi di manutenzione tecnologica. Lo assicura il Cremlino precisando che non c’è “nessuna agenda nascosta”. La stessa fonte, citata dalla Tass, precisa che la Russia “rispetta rigorosamente i suoi impegni di fornitura di risorse energetiche all’Europa”.

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