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domenica 22 Maggio 2022

Gas e petrolio russo: l’Occidente fa quadrato, la Germania non esclude sanzioni alternative

Washington – Rappresentanti di Stati Uniti e Unione europea sono stati impegnati nel weekend in colloqui a Washington Dc, durante i quali hanno discusso le prospettive di diversificazione delle forniture di gas naturale all’Europa e riduzione della domanda globale di combustibili fossili da parte del continente. E’ quanto si legge in una dichiarazione congiunta divulgata dalla Casa Bianca. “La task force Usa-Ue sulla sicurezza energetica si è riunita di persona a Washington per discutere l’attuazione della dichiarazione congiunta del 25 marzo dai presidenti (Joe) Biden e (Ursula) von der Leyen. La riunione, presieduta da Amos Hochstein, consigliere senior per la sicurezza energetica degli Stati Uniti, e Bjorn Seibert, capo di gabinetto della presidente della Commissione europea, hanno esaminato i progressi nella diversificazione delle forniture di gas naturale all’Europa e sulla riduzione della domanda europea di gas naturale”, si legge nella nota.

I funzionari hanno anche discusso dei piani per stabilire un quadro volto ad aumentare le forniture di gas naturale liquefatto (Gnl) per ridurre la dipendenza dell’Europa dal gas naturale. Sul tema è particolarmente attiva la Germania, che ha annunciato che non si lascerà ricattare dalla Russia in merito al pagamento delle forniture di gas. È quanto dichiarato dal ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner, in un’intervista rilasciata i media del gruppo Funke. “Le consegne di gas continueranno ad essere pagate in euro e dollari sulla base dei contratti”, ha detto Lindner, escludendo di fatto qualsiasi possibilità che la Germania accetti di pagare le forniture in rubli. Secondo il minitro, il governo intende lavorare per rendere il Paese indipendente dalle forniture russe il più rapidamente possibile e che avrebbe fatto tutto il possibile per evitare di porre il Paese sotto ricatto.

Forse anche per questo il ministro dell’Economia e della Protezione del clima, Robert Habeck, non esclude alternative a un embargo sulle importazioni in Germania di petrolio dalla Russia, come sanzione contro questo Paese per la guerra che ha mosso all’Ucraina. Secondo l’esponente dei Verdi, infatti, questo non è necessariamente il modo migliore per danneggiare la Russia. Intervistato dall’emittente televisiva “Zdf”, Habeck ha affermato che “il primo compito è non essere ricattabili” dal presidente russo, Vladimir Putin. La Germania potrebbe quindi attuare un embargo sulle forniture di petrolio dalla Russia, “qualora arrivasse”. Per Habeck, “la seconda questione è quanto intelligente” sia prendere tale decisione. Secondo il ministro dell’Economia e della Protezione del clima tedesco, vi è infatti una reazione emotiva: “Puniamo Putin, non acquistiamo più il suo petrolio”.

Tuttavia, potrebbe prodursi “una situazione in cui i prezzi del greggio sul mercato mondiale aumentano notevolmente e Putin, vendendo petrolio ad altri Stati, guadagna di più”. Come evidenziato da Habeck, “questa sarebbe naturalmente un’idiozia controproducente”. Si deve, infatti, “evitare che il prezzo del greggio aumenti tanto su scala globale così che soltanto Germania, Europa occidentale, Stati Uniti e forse il Canada possano sostenere” tale situazione. Gli altri Paesi potrebbero dover affrontare una crisi economica e Putin potrebbe affermare: “L’Occidente capitalista vi rende poveri, io vi aiuto con uno sconto del 20 per cento” sul prezzo del petrolio”. Con un embargo sul greggio russo, ha avvertito Habeck, Mosca potrebbe dunque guadagnare alleati.

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