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lunedì 8 Agosto 2022

Gas, Draghi, Bce e stagflazione: tempesta perfetta sullo spread

Milano – Saranno le decisioni della Bce di giovedì a far oscillare lo spread italiano, molto più della conferma o meno delle dimissioni di Draghi. A dirlo sono analisti ed economisti che ritengono quasi già scontate dai mercati le incertezze legate al futuro politico dell’Italia. Il rischio di “una tempesta perfetta” resta però dietro la porta. Secondo Lorenzo Codogno, visiting professor alla London School of Economics e fondatore e capo economista della LC Macro Advisors Ltd, “se si andasse verso una situazione non gestita e di caos politico ci potrebbero essere dei contraccolpi a livello di spread, ma senza il rischio di una situazione drammatica”. La pressione sullo spread, aggiunge intervistato dall’AGI, “ci sarebbe sicuramente. In caso di dimissioni è inevitabile, ma dipende dal contesto internazionale e, in particolare, dalla Bce: se metterà in campo uno strumento anti-frammentazione credibile, probabilmente il mercato sarà tranquillo, altrimenti ci saranno contraccolpi, eccome”.

Sulla stessa lunghezza d’onda è la riflessione di Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo. Il quadro, nel caso di conferma delle dimissioni del presidente Draghi, spiega, è complesso: “Ci sarà sicuramente un potenziale allargamento dello spread ma dobbiamo aspettare di vedere cosa tirerà fuori la Bce e, in caso di un mancato Draghi-bis, se ci sarà un governo transitorio fino alle elezioni o si andrà al voto subito”. Di sicuro per un po’ regnerà l’incertezza con un rischio vero, secondo De Felice: quello “di una tempesta perfetta fatta di gas, dimissioni del governo Draghi e delusione per l’intervento della Bce”.

Un aumento dello spread in caso di conferma delle dimissioni di Draghi è da mettere in conto anche per Giorgio Arfaras, membro del Comitato Scientifico del Centro Einaudi, ma a spaventare i mercati, osserva, è soprattutto la stagflazione. Secondo l’economista, si potrebbe ripetere quando accaduto nel 2011, “con l’unica differenza che in quella occasione a salvarci era stato il ‘Whaterver it takes’ di Mario Draghi”. La caduta del governo porterebbe a un aumento dello spread ma il differenziale, fa notare Arfaras, “aveva iniziato a salire già prima delle dimissioni di Draghi per via dell’inflazione, anzi della stagflazione, quindi le dimissioni di Draghi potranno far fare un balzo in avanti ma non saranno mai la vera causa dell’aumento”.

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