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venerdì 7 Ottobre 2022

Gas, da Marocco e Algeria progetti concorrenti per rifornire l’Europa

Milano – Mentre l’Ue riduce i consumi energetici per affrontare l’aumento dei prezzi dell’energia, Rabat vorrebbe realizzare una mega opera ingegneristica di circa 15 mila chilometri e del costo di 25 miliardi di dollari, che dovrebbe circumnavigare l’Africa occidentale per portare il gas della Nigeria fino ai mercati europei. Il Marocco e l’Algeria, vicini e rivali regionali di lunga data, stanno portando avanti due progetti concorrenti con l’obiettivo di rifornire l’Europa di gas naturale. In particolare, Rabat vorrebbe realizzare una mega opera ingegneristica di circa 15 mila chilometri e del costo di 25 miliardi di dollari, che dovrebbe circumnavigare l’Africa occidentale per portare il gas della Nigeria fino ai mercati europei tramite il Marocco. L’Algeria, da parte sua, sta vagliando due opzioni: la prima è il progetto del cosiddetto Gasdotto transahariano, della lunghezza di 4.000 chilometri e del costo stimato di 13 miliardi di dollari; la seconda è l’ipotesi di realizzare dei gasdotti con la Mauritania per convogliare in Algeria il gas estratto dal promettente giacimento offshore Tortue Ahmeyim, situato al confine tra le acque di Senegal e Mauritania, con riserve di gas stimate dai 25 a 50 mila miliardi di piedi cubi.

“In termini di economia energetica attuale, nessuno di questi gasdotti può competere in modo efficace in termini di costi con il Gnl come metodo di trasporto, quindi è difficile vedere un modello di investimento credibile per il completamento di entrambi i progetti, a meno che il progetto non riceva una sovvenzione multimiliardaria per sovvenzionare la sua costruzione. In questo caso, la questione diventa apertamente politica”, commenta ad Agenzia Nova il professor Michael Tanchum, non-resident fellow Washington, D.C. nel programma di Economia ed energia del Middle East Institute (Mei). Il progetto del gasdotto tra Nigeria e Marocco dovrebbe comunque essere “nelle sue fasi finali” dopo la firma a Rabat di un memorandum d’intesa tra la Nigerian National Petroleum Corporation Limited (Nnpcl), l’Ufficio nazionale degli idrocarburi e minerali in Marocco (Onhym) e la commissione della Comunità economica degli Stati Occidentali Africa (Cedeao), secondo quanto riferito dal quotidiano nigeriano “The Guardian”. Il protocollo dovrebbe accelerare l’ipotetica realizzazione di questo lungo gasdotto offshore di 7 mila chilometri, contribuire alla fornitura di gas al Marocco e collegare decine di Paesi.

In un comunicato stampa, la società nigeriana ha confermato che le due parti hanno sottolineato, durante questo incontro, il loro impegno a fornire almeno 3 miliardi di piedi cubi di gas ai paesi dell’Africa occidentale attraverso il Regno del Marocco e, poi, all’Europa. La condotta dovrebbe partire dalla Nigeria per poi toccare Benin, Togo, Ghana, Costa d’Avorio, Liberia, Sierra Leone, Guinea, Guinea-Bissau, Gambia, Senegal, Mauritania e poi Marocco. La Nigeria e il Marocco stanno ancora cercando di ottenere fondi per il mega progetto di gasdotto per portare il gas nigeriano in Nord Africa e in Europa. Dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, le riserve di gas dell’Africa sono state sottoposte a un controllo crescente, con l’Unione europea, in particolare, alla ricerca di alternative alle sue forniture di gas dalla Russia. Quattro anni fa, il re del Marocco Mohammed VI e il presidente della Nigeria Muhammadu Buhari hanno posto le basi per il trasporto di gas lungo la costa atlantica, per oltre tremila chilometri, dopo una firma di un accordo di cooperazione in campo energetico avvenuta nel 2016.

Il gasdotto sarebbe un’estensione di una condotta che dal 2010 trasporta gas dalla Nigeria meridionale al Benin, al Ghana e al Togo. Il Fondo Opec per lo sviluppo internazionale ha concordato con il Marocco di finanziare la seconda fase degli studi di fattibilità di un gasdotto sottomarino con la Nigeria. Secondo l’agenzia di stampa statale marocchina “Map”, lo studio, co-finanziato dalla Banca islamica di sviluppo, prevede “la redazione di documenti per l’attuazione del progetto Nmgp e il completamento della relativa analisi tecnica, finanziaria e legale”. L’Algeria, da parte sua, ha sollecitato la Mauritania ad avviare un progetto per la costruzione di gasdotti congiunto tra i due Paesi, con l’obiettivo finale di esportare gas naturale in Europa, secondo quanto riferito dal portale internet specializzato “Attaqa”, affermando che l’argomento è stato sollevato durante la riunione dell’Alto comitato misto mauritano-algerino, co-presieduto ieri a Nouakchott dal primo ministro mauritano Mohamed Ould Bilal e dall’omologo algerino Aymen Benbderrahmane.

Secondo una breve dichiarazione rilasciata dalla parte mauritana, “il primo ministro algerino ha invitato nel suo discorso a costruire gasdotti per collegare i due Paesi con l’avvio della produzione del giacimento gasifero offshore Great Tortue Ahmeyim”, a metà tra Mauritania e Senegal. Secondo le informazioni a disposizione di “Attaqa”, il progetto dei gasdotti potrebbe essere un passo preparatorio per l’esportazione di gas in Europa. Uno sviluppo, quest’ultimo, da cui entrambi i Paesi potrebbero trarre grande beneficio, soprattutto con l’aumento della domanda globale. Nel suo discorso, il primo ministro algerino Benbderrahmane ha menzionato la necessità di raggiungere l’equilibrio del settore energetico e minerario grazie alle esperienze di cooperazione e partnership, mentre si è detto speranzoso circa la possibilità di creare partenariati per idrocarburi ed energia elettrica. “Chiedo a entrambe le parti di esplorare opportunità di cooperazione nel settore dei gasdotti da trasporto, in vista dello sfruttamento del giacimento Tortue Ahmeyim e alla luce della notevole esperienza dell’Algeria in questo settore”.

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