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sabato 26 Novembre 2022

Gas, c’è ma costa caro: i tetti di Confindustria e l’azione dell’Eni

Roma – “Spero che entro questa settimana si possa risolvere” il problema dei flussi di gas proveniente dalla Russia e bloccati in Austria e Germania, flussi che dovrebbero arrivare a Tarvisio. Così l’ad di Eni, Claudio Descalzi al termine della cerimonia degli Eni Award che si è svolta ieri al Quirinale alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il problema, spiega Descalzi, ” è dovuto al fatto che si sarebbe dovuto dare una garanzia fisica in funzione del passaggio di questo gas al trasportatore che porta il gas dall’Austria all’Italia. Gazprom non ha pagato quindi diventa difficile pensare che una società che vuole pagare in rubli possa mettere delle garanzie in euro per un passaggio. Noi stiamo vedendo come sia possibile subentrare o al trasportatore o a Gazprom. Si parla di 20 milioni di garanzie su miliardi di euro che passano quindi adesso vediamo se riusciamo a subentrare e facciamo questo sforzo. E’ una cosa che si poteva evitare”. Il gas, sottolinea, “è già in Austria e Germania in questo momento e il gas non è nelle mani di Gazprom. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per essere in una posizione positiva” e l’Italia “ha fatto un grosso sforzo” per quanto riguarda l’approvvigionamento di gas in vista dell’inverno. “Siamo in un’interconnessione globale. Ci sono delle variabili del sistema che non sono sotto controllo di nessuno”, sottolinea l’ad.

“Con gli stoccaggi pieni potremo passare alla solidarietà. Dobbiamo arrivare agli stoccaggi pieni per questo inverno. Più sono saturi, vicini al 100%, più riusciremo a mantenere i picchi invernali”. L’Italia in questo momento, sottolinea Descalzi, “ha gas. L’hub italiano è a 130-140 euro a megawattora mentre il Ttf sta a 180-200 euro. Questo è legato al fatto che l’offerta superi la domanda. E che gli stoccaggi sono alti. Questi metri cubi in più che stiamo portando stanno anche andando verso i mercati che hanno prezzi più attraenti e questo è un problema che dobbiamo risolvere. Dobbiamo cercare arrivare fino al 100% degli stoccaggi, dobbiamo sfruttare questo momento. Gli stoccaggi – osserva l’ad di Eni – sono stati organizzati molto bene dal Governo attraverso il Gse e Snam. Quindi deve essere comprato. Dobbiamo evitare che il nostro sforzo non diventi un bellissimo sforzo di solidarietà che va anche bene ma una volta che abbiamo gli stoccaggi pieni possiamo passare alla solidarietà”. Negli ultimi 4 inverni, conclude, “abbiamo dei picchi che sono durati 3-4 giorni. Non sono tantissimi ma dagli stoccaggi abbiamo dovuto dare dai 110 a 130 mln di metri cubi aggiuntivi. Più gli stoccaggi saranno pieni più andremo a coprire un periodo più lungo”. “L’Eni ha profuso il massimo impegno per garantire la sicurezza energetica e gli approvvigionamenti all’Italia – ha aggiunto il presidente di Eni, Lucia Calvosa -, sta proseguendo nella sua strategia di decarbonizzazione” e guarda al futuro puntando alla ricerca: “la ricerca di base e quella applicata costituiscono il motore dell’innovazione e del progresso alla base dell’agire di Eni”.

Posto che il gas c’è, come aveva già ribadito in precendeza il Ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani, il problema – a livello europeo – è metterci un tetto sopra. “Non solo a quello importato dalla Russia, ma a tutto il gas, chiunque ne sia il fornitore” ha chiesto il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, sempre ieri, dal palco dell’assemblea generale dell’Unione degli industriali della provincia di Varese. “A maggior ragione – ha aggiunto – nella situazione in cui ci troviamo, con il gas russo che sta venendo meno ai nostri Paesi non per le sanzioni europee, ma perché è la Russia stessa a voler esercitare l’arma del ricatto sui nostri Paesi per il prossimo inverno”. Secondo Bonomi c’è bisogno della “sospensione del mercato Ets, che collegato ai prezzi energetici vede il costo della tonnellata CO2 aver raggiunto cifre impossibile. Riteniamo assurdo che fondi speculativi possano operare su questo mercato. Serve un indice diverso per Ttf olandese”, ha detto raccogliendo gli applausi della platea.

“Sull’energia l’Italia da sola non ce la può fare: servono misure europee a cominciare dal tetto al prezzo del gas – ha proseguito -. Servono misure condivise che superino i veti sin qui posti, non solo da Orban, ma da Germania e Olanda”, ha esortato Bonomi, sottolineando che “sull’energia serve un’Europa che condivida sforzi e misure esattamente come si è dimostrata capace di fare sul fronte delle sanzioni. Non si può essere uniti sulle sanzioni e poi sull’energia ogni Paese fa da solo, lasciando i Paesi più esposti, come l’Italia, che non ha risorse proprie. La condivisione e la solidarietà non possono esistere su un tema sì e sull’altro no, altrimenti il rischio è di esporre imprese e famiglie a colpi asimmetrici. Oltre al rischio di devastare l’idea di Europa comune”. Il presidente di Confindustria è intervenuto anche sul fronte della politica interna: l’Italia non può permettersi flat tax e nuovi prepensionamenti, il suo messaggio. Per “il nuovo governo seguire le proprie promesse agli elettori è semplicemente impossibile, perché si rischierà di compromettere la discesa del debito. E quanto più ci si discosterà dal percorso contrattato con l’Europa, tanto più si rischia il risveglio dello spread, visto che la Bce ha comprato titoli aggiuntivi italiani, ma ora questa stampella cesserà”.

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