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sabato 28 Maggio 2022

Fed: la lotta all’inflazione, lo spettro della recessione

Milano – La Federal Reserve ha dato il via a una serie aggressiva di aumenti dei tassi di interesse, iniziata ieri con un rialzo di 25 punti base, con il presidente Jerome Powell che ha assicurato agli americani che la lotta contro l’inflazione non farà cadere l’economia statunitense in recessione. “Mentre mi guardavo intorno al tavolo durante la riunione, ho visto un comitato che è profondamente consapevole della necessità di riportare l’economia alla stabilità dei prezzi e determinato a utilizzare i nostri strumenti per fare esattamente questo”, ha detto Powell ai giornalisti dopo una riunione di due giorni del Federal Open Market Committee (FOMC).

Il compito della FED non sarà però semplice, secondo gli osservatori. “L’essere in grado guidare l’inflazione al ribasso dai massimi di 40 anni, con la massima occupazione, suggerisce che un atterraggio regolare è molto difficile da raggiungere”, ha affermato Matthew Luzzetti, capo economista statunitense presso Deutsche Bank Securities. “A un certo punto dovranno affrontare il compromesso tra aumentare la disoccupazione o accettare un’inflazione più alta”, ha spiegato.

“Anche la parola recessione ha iniziato ad apparire nelle domande rivolte al governatore – ha fatto notare Roberto Rossignoli, Portfolio Manager di Moneyfarm – L’appiattimento della curva dei tassi d’interesse governativi è tipicamente un cattivo segnale, ma per ora il governatore ha escluso che le mosse della FED possano indurre un eccessivo rallentamento dell’economia”. “Nonostante la mossa fosse già in qualche modo attesa, abbiamo assistito a una certa volatilità subito dopo l’annuncio: il dollaro si è rafforzato, i tassi d’interesse sono saliti e l’azionario è leggermente sceso – ha aggiunto – D’altronde si tratta pur sempre di un nuovo ciclo di rialzi per la politica monetaria e dalle parole del governatore sembra che l’intenzione sia quella di combattere l’inflazione ad ogni costo”.

“La FED sta cercando di raddrizzare la nave”, ha affermato Andy Kapyrin, chief investment officer di RegentAtlantic. “La mia aspettativa è che diventino più aggressivi nel corso dell’anno, soprattutto se l’inflazione rimane alta”. Prima dell’esplosione delle tensioni in Ucraina era sul tavolo degli investitori anche una possibile mossa di 50 punti base e non è escluso che questa possa arrivare più avanti nel corso dell’anno. Dal punto di vista della stregghia d’investimento, Kapyrin sta aumentando il sovrappeso in azioni value (che tendono a prosperare in un contesto di forte crescita e tassi più elevati) e e obbligazioni a tasso variabile che prevede trarranno vantaggio dall’aumento dei costi di finanziamento.

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