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sabato 28 Maggio 2022

Farmaceutica, Ucb acquisisce Zogenix per 1,9 miliardi di dollari

Milano – La multinazionale belga Ucb Pharma annuncia il completamento dell’acquisizione della società californiana Zogenix per 26 dollari per azione più un diritto di valore contingente correlato al raggiungimento di alcuni obiettivi prestabiliti, per un potenziale pagamento in contanti di 2 dollari per azione. Complessivamente, si stima che la transazione possa arrivare fino a circa 1,9 miliardi di dollari (1,7 miliardi di euro).

Alla scadenza dell’offerta pubblica, le azioni validamente offerte e non ritirate rappresentavano circa il 67% delle azioni in circolazione di Zogenix, informa Ucb in una nota. Al momento effettivo della fusione e conformemente a tutti i diritti di valutazione perfezionati, tutte le restanti azioni ordinarie di Zogenix non acquistate nell’offerta sono state annullate e convertite nel diritto di ricevere lo stesso controvalore per azione offerta nell’offerta pubblica. Secondo i termini dell’accordo, l’acquirente si è fuso con e in Zogenix il 7 marzo scorso. A seguito della fusione, Zogenix è divenuta una società interamente controllata da Ucb e di conseguenza le sue azioni ordinarie saranno eliminate dal Nasdaq Global Market.

“Siamo molto lieti di aver raggiunto il traguardo in tempi così brevi e di poter dare il benvenuto al team di Zogenix nella famiglia Ucb – dichiara Charl van Zyl, Executive Vice President, Neurology & Head of Europe/International Markets di Ucb – Abbiamo molto lavoro importante davanti a noi per soddisfare la nostra ambizione di creare sempre più valore per le persone che vivono con forme gravi di epilessia. Insieme porteremo Fintepla* (fenfluramina) soluzione orale a molte più persone in tutto il mondo che vivono con la sindrome di Dravet”.

Afferma Federico Chinni, amministratore delegato di Ucb in Italia: “Da anni Ucb dedica tutto il suo impegno alle persone che convivono con l’epilessia e ai loro caregiver, tentando di offrire soluzioni e competenze innovative agli specialisti che quotidianamente affrontano questa patologia e contribuendo a progetti e ricerche che possano arricchire la nostra comprensione e la nostra capacità di azione in quest’area. Questo comprende anche il tentativo di fare la differenza in forme di epilessia più rare e difficili da trattare, come la sindrome di Dravet, che questa fusione dimostra e conferma”.

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