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mercoledì 4 Agosto 2021

Etf, nel I semestre l’80% dei flussi globali porta la bandiera Usa

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Secondo un’analisi di Amundi Etf, i flussi degli ETF negoziati a livello globale nei primi sei mesi dell’anno sono stati di 588,6 miliardi di euro, con gli Stati Uniti che hanno rappresentato 471,1 miliardi di euro, ovvero l’80% degli asset investiti. L’Europa ha contribuito con 90,3 miliardi di euro pari al 15% e l’Asia ha avuto flussi pari a 27,2 miliardi di euro, ovvero il 4,6% dei flussi complessivi.

Oltre tre quarti di questi flussi sono stati destinati al comparto azionario, con gli investitori che hanno allocato 447 miliardi di euro in questa asset class nei primi sei mesi dell’anno, pari al 77% della raccolta complessiva.

I flussi nel reddito fisso sono stati di 134,6 miliardi di euro, ovvero il 23%. A giugno, i flussi in entrata globali sono stati di 87,9 miliardi di euro. Si tratta di un livello di flussi simile a quello del mese di maggio, sebbene la ripartizione tra i Paesi sia stata diversa. A maggio l’Asia ha registrato afflussi per 8,4 miliardi di euro, mentre a giugno ha perso 4 miliardi di euro. A maggio, i flussi verso gli Stati Uniti sono stati di 67 miliardi di euro rispetto ai 78 miliardi di euro di giugno. L’Europa ha raccolto 14 miliardi di euro nelle ultime quattro settimane rispetto agli 11,8 miliardi di euro di maggio.

Più nello specifico, di seguito l’analisi dei flussi europei del primo semestre:

  • Azioni: gli investitori hanno allocato 71,6 miliardi di euro in ETF azionari registrati in Europa nei primi sei mesi dell’anno.

Gli indici mondiali hanno attirato la maggior parte dei flussi in entrata, pari 34,3 miliardi di euro, mentre Stati Uniti e Nord America sono apparsi al secondo posto con 17 miliardi di euro.

“Come osservato negli ultimi mesi, abbiamo registrato deflussi ridotti dagli ETF dei mercati emergenti asiatici per 305 milioni di euro e dell’America Latina per 231 milioni di euro. A livello di singoli Paesi, il Giappone ha raccolto 3,4 miliardi di euro, mentre il Regno Unito ha registrato afflussi per 2,8 miliardi di euro. Gli investitori hanno inoltre investito 1,4 miliardi di euro in Cina. Al contrario, si sono registrati 557 milioni di euro di deflussi dalla Francia e 495 milioni di euro dalla Germania. Il settore finanziario ha raccolto 4,3 miliardi di euro, numeri che probabilmente riflettono la fiducia degli investitori in un forte rimbalzo economico, con il proseguimento delle campagne di vaccinazione. Questa fiducia aiuta anche a spiegare perché la strategia smart beta value ha raccolto 9,1 miliardi di euro da inizio anno” sottolinea l’analisi.

Durante i primi sei mesi gli investitori hanno allocato 30,4 miliardi di euro negli ETF azionari ESG, continuando ad allontanarsi dagli indici più tradizionali. Anche gli indici climatici hanno registrato flussi in entrata per 3,8 miliardi di euro, dopo l’approvazione di questi nuovi indici da parte delle autorità di regolamentazione alla fine dello scorso anno.

  • Obbligazioni: Gli ETF a reddito fisso registrati in Europa hanno registrato flussi in entrata per 15,5 miliardi di euro, con gli investitori che hanno preferito il debito societario a quello governativo, allocando rispettivamente 7,8 e 5,4 miliardi di euro.

Il debito societario statunitense è stato il più popolare, con il segmento investment grade che ha raccolto 3 miliardi di euro e quello high yield 1,2 miliardi di euro. Ci sono stati deflussi per 339 milioni di euro dagli indici high yield della zona euro e 332 milioni di euro dagli indici investment grade dell’Eurozona. Queste due tendenze riflettono un maggiore ottimismo sulle prospettive economiche degli Stati Uniti rispetto all’Europa.

Nel segmento governativo, il debito sovrano cinese ha raccolto 4,9 miliardi di euro nei primi sei mesi dell’anno. Sono statti registrati deflussi per 1,6 miliardi di euro dal debito governativo dell’Eurozona e 1,2 miliardi di euro dagli indici mondiali dei mercati emergenti. Gli afflussi nelle obbligazioni legate all’inflazione degli Stati Uniti e dell’Eurozona sono stati rispettivamente di 1,6 miliardi di euro e 1,5 miliardi di euro, riflettendo la preoccupazione degli investitori per il recente aumento dei prezzi al consumo. Gli investitori hanno anche investito in strategie a breve termine di Stati Uniti e Eurozona – 802 milioni di euro e 693 milioni di euro – per minimizzare il rischio di duration. Proprio come per le azioni, gli investitori hanno continuato ad allontanarsi dagli indici più tradizionali a favore di prodotti più sostenibili, allocando 11,6 miliardi di euro in strategie ESG a reddito fisso. Questo rappresenta il 75% delle allocazioni totali nel reddito fisso.

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