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sabato 1 Ottobre 2022

Eolico in Italia e Francia, Gnl in Germania, Polonia sul nucleare ucraino: le ultime mosse del business energetico

Milano – ERG ha acquistato l’intero capitale di sette società, proprietarie di altrettanti parchi eolici situati in Italia, da EDP Renewables Italia Holding. L’accordo prevede che una quota di minoranza in una delle suddette società sia ceduta ad ERG direttamente da un terzo investitore. Gli impianti, con una capacità installata totale pari a 172 MW ed una produzione complessiva annua di circa 400 GWh, beneficiano di un regime tariffario “CfD” (contratto per differenza) con il GSE della durata di 20 anni a partire dalla loro entrata in esercizio, avvenuta tra il 2018 e la fine del 2021. Il corrispettivo dell’operazione in termini di enterprise value al 31/12/2021 è di circa 420 milioni di euro e l’Ebitda per il primo semestre 2022 pari a circa 36 milioni di euro.

Ma c’è fermento in tutta Europa, in questo momento, sul fronte degli investimenti nelle strutture energetiche. Nel parco di Saint Nazaire, a ovest della Francia, è da poco terminata l’installazione di 80 pale eoliche , che dovrebbe entrare in funzione alla fine del 2022. “In cinque mesi sono state posate tutte le pale eoliche” ha spiegato il direttore della struttura, Oliver de La Laurencie. Quello di Saint Nazaire è destinato ad essere il primo parco eolico di Francia, con una capacità che gli permetterà di ricoprire il 20 per cento del fabbisogno elettrico del dipartimento della Loira Atlantica.

Le aziende spagnole Acs e Sener stanno per firmare il contratto per costruire l’impianto di gas naturale liquefatto (Gnl) di Brunsbttel, nella Germania settentrionale – per un valore di circa 500 milioni – fondamentale per la sicurezza dell’approvvigionamento energetico del Paese. L’impianto – che si prevede possa essere completato nel 2026 – avrà due serbatoi con una capacità di 165 mila metri cubi ciascuno, che consentiranno una logistica flessibile per lo stoccaggio e il recupero del Gnl e un impianto di rigassificazione. Tutte le parti coinvolte stanno lavorando insieme per accelerare il più possibile il progetto, soddisfacendo tutti i requisiti per le licenze e gli aiuti di Stato, in modo che possa diventare operativo nel più breve tempo possibile.

Sono solo alcune delle operazioni in corso in questi giorni. Non solo compagnie e multinazionali private, si muovono direttamente anche gli Stati. La Polonia, ad esempio, è interessata ad acquistare energia elettrica dalla centrale nucleare Khmelnytskyi, in Ucraina occidentale. “Ho saputo dal presidente Zelensky che presto l’Ucraina sarà in grado di vendere energia dalla centrale e l’ho ringraziato per questo” ha dichiarato il premier polacco, Mateusz Morawiecki. Kiev vende già una parte della sua produzione di elettricità a Slovacchia e Ungheria, e circa 200 megawatt alla Polonia: a Varsavia potrebbero essere indirizzati altri mille megawatt.

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