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venerdì 1 Luglio 2022

Energia, Ue doppia obiettivo idrogeno: mano tesa dagli Usa, rabbia da Putin

Bruxelles – La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato che nel nuovo piano “RePower EU”, che la Commissione europea presenterà oggi, è stato raddoppiato l’obiettivo per il 2030 relativo alla produzione annuale di idrogeno verde che è stata portata a 10 milioni di tonnellate. “E importeremo anche altri 10 milioni di tonnellate dall’estero. Così potremo sostituire fino a 50 miliardi di metri cubi all’anno di gas russo importato”, ha dichiarato in un video su Twitter.

“L’idrogeno verde è essenziale per porre fine alla dipendenza dell’Europa da un fornitore di energia inaffidabile e pericoloso come la Russia”, ha sottolineato in un videomessaggio inviato al Central European Hydrogen Technology Forum “H2Poland” in corso a Poznan, in Polonia. Oggi la Commissione adotterà un pacchetto normativo per l’idrogeno verde, “quindi saranno predisposti i principali parametri normativi, per il completamento di un’infrastruttura integrata del gas e dell’idrogeno, comprese le infrastrutture portuali e di stoccaggio. Con l’attuale aumento dei prezzi del gas – ha aggiunto von der Leyen –, l’idrogeno verde può già essere più economico dell’idrogeno grigio. Il nostro obiettivo è portarne il costo al di sotto di 1,8 euro al chilo entro il 2030”.

Il presidente russo Putin, intanto, attacca la politica Ue nel settore energetico: è un “suicidio economico” ha detto, parlando con gli imprenditori petroliferi russi. I Paesi europei varano le sanzioni contro la Russia “sotto la pressione degli americani e questo porta danni alle loro stesse economie” ha aggiunto il capo del Cremlino, secondo cui l’aumento dei prezzi dell’energia “potrebbe minare in modo irreversibile la competitività di gran parte dell’industria europea”.

Il segretario al Tesoro Usa, Janet Yellen, ha elogiato invece gli sforzi dell’Unione per rendersi indipendente dalle forniture energetiche russe e ha ribadito l’impegno degli Stati Uniti a isolare la Russia se non metterà fine all’invasione dell’Ucraina. “So che l’Europa sta affrontando una situazione particolarmente difficile” sul fronte dell’energia, ha dichiarato Yellen al Brussels Economic Forum, e “lodo i leader europei per la loro proposta di eliminare gradualmente tutte le forniture energetiche russe entro sei mesi”. “La Russia sta usando l’energia come arma contro coloro che si oppongono alla sua aggressione”, ha sottolineato Yellen, assicurando che “gli Stati Uniti si impegnano a collaborare con l’Europa” per soddisfare le sue esigenze energetiche “rompendo la dipendenza dall’energia russa”, incluso “l’aumento dell’export di Gnl”.

Le dichiarazioni della segretaria al Tesoro statunitense arrivano dopo la nuova fumata nera sul sesto pacchetto di sanzioni che l’Europa sta preparando contro Mosca, frenato dalle richieste dell’Ungheria che chiede di escludere il petrolio dalle misure e di un indennizzo – quantificati da Budapest tra i 15 e i 18 miliardi di euro – per garantirsi approvvigionamenti energetici alternativi. Budapest infatti dipende quasi esclusivamente dal punto di vista energetico dalle forniture di Mosca e la sua posizione geografica – priva di sbocchi sul mare e quindi di soluzioni alternative agli oleodotti – complica ulteriormente la situazione. Domani è invece attesa la presentazione del Repower Eu, il piano della Commissione europea per rendersi indipendente dalle forniture di energia russe entro il 2030.

Yellen ha comunque rassicurato i partner europei sull’impegno americano al fianco dell’Ucraina. “Se il presidente russo Vladimir Putin continuerà nella sua efferata scelta di guerra, l’amministrazione Biden lavorerà con l’Unione Europea e altri partner per spingere ulteriormente la Russia verso l’isolamento economico finanziario e strategico”. “Il Cremlino – ha dichiarato – sarà sempre più costretto a scegliere tra sostenere la sua economia e oppure finanziare il proseguimento della brutale guerra di Putin”. “Gli Stati Uniti, l’Europa e i nostri partner, che rappresentano oltre la metà dell’economia mondiale, hanno imposto alla Russia una serie senza precedenti di sanzioni finanziarie e controlli sulle esportazioni – ha ricordato –. Questo approccio multilaterale ci ha permesso di imporre costi e limiti significativi alla Russia, che credo stiano degradando la sua capacità di portare avanti questa guerra”.

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