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sabato 1 Ottobre 2022

Energia, tetto a ricavi società a basso costo: il piatto sul tavolo del Consiglio Ue del 30/9

Bruxelles – La presidenza semestrale di turno del Consiglio Ue ha convocato una nuova riunione straordinaria dei ministri dell’Energia per il 30 settembre a Bruxelles, per discutere le proposte di misure contro la volatilità dei prezzi del gas e dell’elettricità che la Commissione europea approverà oggi e presenterà formalmente domani a Strasburgo. In queste ore l’esecutivo Ue è al lavoro per perfezionare il pacchetto di proposte contro il caro energia che la presidente Ursula von der Leyen illustrerà oggi nel discorso sullo Stato dell’Unione che vedrà Olena Zelenska, la first lady ucraina, come ospite d’onore. Tre gli assi sui quali Bruxelles si appresta a legiferare: il taglio obbligatorio ai consumi elettrici, il contributo di solidarietà da chiedere alle società oil&gas, il tetto ai ricavi delle società che producono elettricità da fonti a basso costo diverse dal gas.

Un tetto che il testo fissa a 180 euro a megawattora. Il taglio ai consumi sarà quantificato attorno al 10% su base mensile (e raffrontandolo con la media dei consumi negli ultimi 5 anni nel medesimo mese). La riduzione nelle ore di punta sarà fissata al 5%. Spetterà ai Paesi quantificare e individuare in quali fasce attuare il taglio, con la Commissione che, nel testo, raccomanda una media di 3-4 ore per ogni giorno feriale.

Oggi “porremo un obiettivo obbligatorio per ridurre i consumi di elettricità nelle ore di punta ma – ha detto la commissaria europea per l’Energia, Kadri Simson, intervenendo alla plenaria del Parlamento Ue a Strasburgo – daremo agli Stati membri la flessibilità di progettare le proprie misure come meglio credono. Questo permetterà di allentare lo stress sulla produzione di elettricità, ridurre il consumo di gas e avere un effetto positivo sui prezzi”. L’iniezione di liquidità per le imprese che operano sul mercato energetico è invece slittata poiché va coordinata con lo schema europeo sugli aiuti di Stato. Nel pacchetto il grande assente resta il price cap: quello al gas russo potrebbe essere superato, quello all’import totale di metano di fatto non ha il consenso necessario. Sul tavolo rimane l’ipotesi di negoziare con i singoli fornitori il prezzo del gas, facendo una differenza tra quelli considerati affidabili e quelli meno. Il dossier finirà sul tavolo di un nuovo Consiglio straordinario dei ministri dell’Energia convocato per il prossimo 30 settembre.

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