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domenica 3 Luglio 2022

Energia, RePowerEu: nuovo gas al processo di indipendenza dalla Russia

Bruxelles – “La guerra di Putin sta sconvolgendo il mercato energetico globale e dimostra quanto dipendiamo dall’import di combustibili fossili e quanto siamo vulnerabili”. Così la Presidente della UE Ursula von der Leyen nell’annunciare oggi l’approvazione del Piano RePowerEu per l’autonomia energetica del Continente, ribadendo la necessità di “ridurre il più rapidamente possibile la nostra dipendenza energetica dalla Russia. Possiamo farlo”.

Il Piano REPowerEU – ha spiegato – interviene su tre livelli: dal lato della domanda con l’efficienza energetica, dal lato dell’offerta, con la diversificazione delle importazioni di combustibili fossili e l’accelerazione della transizione energetica.Von der Leyen ha ricordato che siamo già un passo avanti nel raggiungere questi obiettivi grazie al Green Deal e che è stata già avviata la trasformazione del nostro sistema energetico per diventare climaticamente neutrali entro il 2050. “Questo piano era già ambizioso. – ha sottolineato – Ma oggi stiamo portando la nostra ambizione a un livello più alto”.

Il Piano RePowerEu parte dunque dall’efficienza energetica, il modo più rapido ed economico per affrontare l’attuale crisi energetica, ed rivede al rialzo i, target dal 9% al 13% al 2030. E’ poi indicato un più ambizioso target per le rinnovabili al 45% (era il 40%) entro il 2030 e l’obiettivo di eliminare due terzi dell importazioni di gas dalla Russia entro un anno ed il resto entro il 2026-2027. Sono poi previste una serie di azioni per aumentare e accelerare la transizione green: semplificazioni nell’iter autorizzativo delle rinnovabili, l’obbligo di installare pannelli solari su tutti gli edifici nuovi (entro il 2025 per il commerciale ed entro il 2029 per il residenziale), una piattaforma comune per l’acquisto di gas, GNL ed idrogeno, ,sul modello sperimentato con i vaccini anti-Covid.

Sono previsti investimenti complessivi da 300 miliardi di euro (72 sotto forma di sovvenzioni e 226 di prestiti). di cui 10 miliardi per nuove infrastrutture e connessioni per il gas ed altri 2 miliardi per le infrastrutture necessarie ad alcuni Paesi per compensare le sanzioni contro il petrolio russo e la somma restante per accelerare la transizione energetica verde. Potranno essere utilizzati tutti i prestiti originariamente messi a disposizione tramite il Recovery Funf, che solo alcuni paesi hanno richiesto per tutta la quota loro assegnata.

Il vicepresidente della Commissione europea, Franz Timmermans, è tornato a ribadire dal canto suo la necessità di ridurre i consumi, anche a livello delle utenze domestiche, e l’illeggittimità del pagamento del gas russo in rubli: “Viola le sanzioni, è molto semplice” e “a livello legale viola i contratti, dove è chiaramente stipulata” anche la valuta di pagamento: quindi pagare il gas russo in rubli “non è in linea con i contratti e con le sanzioni”.

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