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domenica 22 Maggio 2022

Energia, l’Ue procede all’embargo “light” del petrolio russo

Bruxelles – L’Unione europea avanza verso il sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca e nel nuovo round di misure ci sarà anche l’embargo ‘light’ al petrolio russo. Secondo diverse fonti europee, Bruxelles questa settimana annuncerà un calendario e le nuove azioni. “C’è la volontà politica di smettere di acquistare il petrolio dalla Russia e già nei prossimi giorni prenderemo una decisione su un ritiro graduale”, ha affermato un funzionario europeo coinvolto nelle discussioni.

La Commissione europea deve mettere sul tavolo una proposta di embargo “con un periodo di transizione fino alla fine dell’anno”, ha indicato da parte sua un diplomatico europeo. Per il funzionario europeo, tuttavia, la decisione “non è facile da attuare” a causa di due difficoltà. Due Paesi europei senza sbocco sul mare, Ungheria e Slovacchia, dipendono dagli oleodotti russi. Non hanno porti e non sono collegati ad alcun gasdotto europeo. È necessario costruire infrastrutture o trovare alternative. Inoltre, le decisioni europee non devono portare a un’impennata globale dei prezzi del petrolio, che sarebbe controproducente. “Dobbiamo stare attenti con un divieto europeo globale sulle importazioni di petrolio”, ha avvertito il segretario al Tesoro Usa, Janet Yellen, il mese scorso.

Un tetto al prezzo auspicato dagli Stati Uniti è una “misura intelligente” perché evita la speculazione e il petrolio resta redditizio, ma “deve applicarsi al di là di europei e americani”, ha spiegato il funzionario. La volontà europea di diversificare le proprie forniture e un calendario da sei a otto mesi per cessare gli acquisti di greggio e prodotti petroliferi russi sono tutti annunci volti a evitare un boom dei mercati. La Commissione europea ha discusso nel fine settimana con gli Stati membri più interessati, con gli Stati Uniti e con l’Agenzia internazionale dell’energia per finalizzare la proposta che sarà presentata ai Ventisette. La sanzione sul petrolio russo deve essere approvata all’unanimità da tutti gli Stati membri. Un primo scambio di opinioni è previsto per lunedì nel corso di una riunione dei ministri dell’Energia dei Ventisette a Bruxelles, ma non è prevista alcuna decisione perché la Commissione non avrà ancora presentato le sue proposte di sanzioni.

Il sesto pacchetto di misure europee preparato dalla Commissione presieduta da Ursula von der Leyen metterà sotto sanzione l’intero ecosistema petrolifero russo. A breve termine, una delle misure mirerà ad aumentare il costo del trasporto del greggio della Fedrazione tramite le petroliere. Secondo diverse fonti diplomatiche Ue, anche la più grande banca russa, Sberbank, che rappresenta il 37% del settore bancario russo, deve essere esclusa dal sistema di transazioni Swift. L’Ue vuole tagliare i suoi finanziamenti per lo sforzo bellico del Cremlino. Oggi la Russia esporta due terzi del proprio petrolio nell’Unione europea. Nel 2021 Mosca ha fornito il 30% del greggio e il 15% dei prodotti petroliferi acquistati dall’Ue.

“Il conto per le importazioni russe di petrolio era quattro volte superiore a quello del gas, 80 miliardi di dollari contro 20 miliardi”, ha affermato a metà aprile il capo della diplomazia europea Josep Borrell. I principali importatori di combustibili fossili dalla Russia (gas, petrolio greggio, prodotti petroliferi e carbone) sono Germania, Italia, Paesi Bassi e Francia. L’embargo sul carbone, deciso il 7 aprile, entrerà in vigore all’inizio di agosto. La Germania ha annunciato di aver ridotto la propria dipendenza dal petrolio russo con un calo delle sue importazioni dal 35 al 12% nelle ultime settimane, e sostiene il principio di un embargo graduale, ha affermato il ministro dell’Economia e del Clima tedesco, Robert Habeck.

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