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sabato 1 Ottobre 2022

Energia, le misure Ue convincono S&P e Goldman Sachs: ottimismo su mercati e prezzi

Milano – La riorganizzazione energetica dell’Europa potrebbe ridurre i rischi per i mercati elettrici e del gas. È quanto emerge da un nuovo report di S&P Global Ratings che analizza i potenziali impatti delle diverse politiche attualmente in fase di studio a livello europeo. “L’Ue – si legge nel report – sta valutando diverse misure politiche per affrontare la crisi energetica, tra cui il disaccoppiamento dei prezzi del gas e di altri tipi di energia e la definizione di un tetto al prezzo delle importazioni di gas dell’Ue o del gas utilizzato per la produzione di energia. Sono allo studio anche misure obbligatorie di riduzione della domanda, anche di energia elettrica. Per preservare la stabilità del sistema finanziario, l’Europa sta inoltre affrontando i gravi problemi di liquidità di alcuni operatori e borse elettriche.

I governi svedese, finlandese e britannico hanno annunciato separatamente linee di liquidità ai partecipanti solvibili per un valore complessivo di oltre 80 miliardi di euro. Le proposte politiche del Regno Unito mirano invece a ridurre i costi dell’energia per famiglie e imprese, limitando il costo unitario. Si potrebbero introdurre ulteriori riforme incentivando la produzione di petrolio e gas, eventualmente anche con la tecnica del fracking”. Secondo S&P, il successo di queste misure nel contribuire a un ripristino del normale funzionamento dei mercati, nel ridurre la volatilità dei prezzi e nel consentire alle utility di coprire i guadagni con oneri di liquidità sostenibili “dipenderà in ultima analisi dalla rapidità con cui verranno attuate e da come interagiranno”.

Sebbene il finanziamento pubblico di tali misure appaia fattibile (anche nel Regno Unito), la loro attuazione “sarà complessa nei mercati europei dell’energia elettrica, molto frammentati, e richiederà tempo, aumentando ulteriormente la pressione sull’accessibilità e sulla riduzione della domanda. L’ultimo trimestre, e in particolare le ultime tre settimane, indica che le borse elettriche e del gas in Europa non stanno funzionando come previsto – ha affermato il responsabile del settore di S&P Global Ratings per le utility Emea, Emmanuel Dubois-Pelerin –. Con la riduzione della liquidità, gli scambi rischiano il congelamento. E peggio ancora – ha aggiunto – se un partecipante al mercato dell’energia, anche piccolo, non rispettasse i suoi obblighi di deposito di garanzie, questo potrebbe avere gravi conseguenze per il funzionamento dell’intero mercato e del sistema finanziario in generale”.

C’è una certa fiducia, tuttavia, anche fra gli economisti della banca Goldman Sachs, che rilevano come il prezzo del gas potrebbe dimezzarsi questo inverno, grazie appunto all’efficacia delle misure adottate dagli Stati membri dell’Unione europea. I Paesi europei potrebbero resistere al taglio del gas da parte della Russia e i prezzi all’ingrosso del gas naturale in Europa potrebbero scendere da circa 215 euro al megawattora a meno di 100 euro al MWh entro la fine del primo trimestre del prossimo anno, ipotizzando condizioni climatiche invernali tipiche, secondo Goldman Sachs, che sottolinea come la cifra in questione sia ben al di sotto dei 213 euro precedentemente previsti.

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