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sabato 26 Novembre 2022

Edf in perdita record, A2A interessata all’acquisizione di Edison

Milano – Edison la società nata in Italia ma controllata al cento per cento dal 2012 dai francesi di Edf potrebbe tornare italiana? E’ più di una possibilità, viste le perdite registrate da Edf nel 2022, con il bilancio peggiore della sua storia. Per finanziare il rilancio dell’energia nucleare si dice che Edf possa sacrificare proprio Edison, mettendo sul mercato la società di Foro Bonaparte. Costituita nel 1884, la compagnia realizzò la prima centrale elettrica europea e, nel 1893, la prima linea tranviaria elettrica del continente, proprio a Milano. La decisione della cessione dovrebbe essere presa in tempi stretti dal nuovo amministratore delegato designato, Luc Remont che, forse non per caso, farà il suo esordio sulla piazza milanese il 7 novembre prossimo, alla prima della Scala. Un’occasione per intrecciare i primi rapporti anche con i vertici delle società italiane che potrebbero essere interessate ad acquisire il controllo di Edison.

Tra queste difficilmente potrebbe figurare Enel, che potrebbe avere problemi di antitrust, visto che accrescerebbe ulteriormente la sua quota di produzione nazionale d’energia elettrica, il 6,7 per cento della quale è assicurato appunto da Edison. Improbabile è anche un interessamento di Eni, che pure potrebbe incappare nel mirino dei regolatori del mercato, visto che Edison è il secondo operatore italiano nel settore degli idrocarburi (nel 2015 assicurava al paese il 21,2 per cento del fabbisogno nazionale di gas). Più probabile, invece, l’interessamento di A2a, la multiutility quotata in Borsa e controllata con il cinquanta per cento dai comuni di Brescia e di Milano, che tra il 2005 e il 2012, sotto la presidenza di Giuliano Zuccoli, mantenne il 50 per cento di Edison attraverso la controllata Delmi, assieme ad Eléctricité de France, che finì per acquisirne il controllo totale.

A2A, guidata dal presidente Marco Patuano e dall’amministratore delegato Renato Mazzoncini, potrebbe ora avere interesse all’acquisizione di quella che su una sua partecipata, puntando così ad acquisire una dimensione nazionale ed un peso economico e finanziario di ben altra portata rispetto a quello attuale. Secondo quanto apprende Agenzia Nova, in effetti, se Edf dovesse mettere sul mercato Edison, il dossier sarebbe senz’altro studiato dai vertici della società lombarda. A2a, tuttavia, non potrebbe affrontare da sola i costi dell’operazione e dovrebbe trovare partner finanziari o industriali. La società vanta già solidi rapporti con alcuni fondi statunitensi e con Norges Bank, il fondo sovrano norvegese.

Negli anni scorsi molto si è discusso della possibilità di una partnership con l’omologa Hera che, nata nel 2002, offre i propri servizi a 330 comuni tra Emilia Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Toscana. Come A2A, Hera è quotata alla Borsa di Milano e offre servizi che vanno dalla gestione dei rifiuti a quella delle acque, all’energia elettrica e al gas. La società gestisce anche la distribuzione di gas a ventimila clienti in Bulgaria, attraverso Aregas. A2a aveva messo gli occhi anche su Iren, società nata a Reggio Emilia ma operativa anche a Genova, Parma, Piacenza, Torino, La Spezia e Vercelli. Ci furono incontri e contatti fra le due società, conclusisi, però, con un nulla di fatto. Si disse allora per una serie di veti politici. Ora la maggiore delle multiutility italiana, con il sostegno di alcuni partner finanziari, e perché no, anche in partnership con una o più realtà simili, potrebbe essere interessata ad aprire il dossier Edison, sempre che questo sia aperto da Edf.

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