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sabato 28 Maggio 2022

Directa, crescono utili e ricavi nel 2021

Ricavi e soprattutto utili in crescita grazie ad un contesto di stabilità dei costi. E’ virtuosa la politica di bilancio di Directa almeno stando ai risultati di bilancio presentati per il 2021, un anno che risulta un po’ la fotocopia abbellita del 2020. Una gestione sana nel momento in cui si scrive che consente di proporre un dividendo di 0,15 euro ad azione. Il rendimento del dividendo ai prezzi attuali (5,12 euro) è quindi vicino al 3%. A questo proposito il presidente della Sim conferma durante la presentazione dei dati una politica del dividendo pari ad una distribuzione del 50% dell’utile. Una misura che soddisfa evidentemente sia gli investitori preoccupati che l’azienda possa disporre di risorse proprio per finanziarie il suo sviluppo futuro, sia quelli più attenti ad una remunerazione dell’investimento.

I numeri nel dettaglio

I ricavi sono passati da 18,8 milioni del 2020 a 23,3 milioni di euro del 2021, una crescita del 24%. Il fatturato è stato generato da: 14 milioni di euro di commissioni nette (60% del totale dei ricavi) e 9 milioni di interessi attivi netti (40%)
Gli utili raddoppiano, come detto, rispetto al 2020 da 2,4 milioni di euro a 5,2 milioni di euro

I costi rimangono sostanzialmente stabili, erano quasi 12 milioni nel 2020, sono diventati 12,8 nel 2021.

I clienti sono 50.815 anche questi in crescita di quasi il 40% rispetto al 2020.

Dentro il bilancio

Crescita del fatturato, raddoppio dell’utile a questo punto occorre chiedersi qual’è stata la preziosa ricetta che ha portato a questi risultati. Onda lunga dello “Stay at Home”? Chiede il giornalista. Per i non addetti ai lavori si tratta del beneficio di cui hanno goduto alcune società dalla pandemia, per cui la gente rimaneva a casa magari con redditi ridotti e cercava alternative nel trading. “Forse in parte”, ha risposto il management della sim torinese, “va considerato che si affaccia agli investimenti una generazione nuova che riconosce il canale digitale come unico strumento di accesso agli investimenti, che punta a fare da sola e che guarda ai mercati americani oltre alla piazza finanziaria domestica, qualcosa di strutturale rispetto ad eventi eccezionali quindi”.

Per il futuro si intende continuare a intercettare ancora i flussi di questi investitori online, che hanno un approccio diverso da quello dei trader e hanno biosgno di servizi diversi.

Dall’altro lato del bilancio, quello dei costi, si è cercato di mantenerli stabili facendo operazioni di efficentamento e la strategia sembra ben riuscita. L’Ad, Vincenzo Tedeschi, ricorda in questo senso l’esempio del Servizio Clienti.

La Consulenza Finanziaria

La presentazione dei dati consente anche di fare il punto su uno dei progetti strategici lanciati in sede di collocamento in Borsa, il Private Banking. L’idea è di partire con una decina di advisory per poi arrivare nel 2025 ad una rete di una cinquantina di professionisti. Passando dalla quantità alla geografia, la prima area ad essere presidiata sarà quella di Torino poi si passerà a Milano. Quanto ai servizi scenderanno in campo sia lo Studio da Commercialisti del Presidente della Sim per curare M&A o passaggi generazionali, sia altre società sempre partecipate da Massimo Segre per presidiare il servizi immobiliare. L’idea è quindi di una consulenza larga non solo su asset di mercato finanziario.

In tutto questo c’è un futuro da banca per la sim magari per dare percezione di una maggiore solidità per i clienti? No, risponde il Presidente della Sim, ci sono esempi in Borsa di società attive nel settore finanziario e del risparmio gestito che non sono banche ed hanno registrato ritmi di crescita e stabilità petrimoniali considerevoli (riproduzione riservata)

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