22.2 C
Milano
sabato 28 Maggio 2022

Decrescita e stretta monetaria, la Bce tira dritto ma col piede sul freno

Bruxelles – La guerra in Ucraina ha messo in moto nuovi fattori d’inflazione, ed è improbabile che l’area euro torni ai bassi livelli d’inflazione visti prima della pandemia. Al contrario, è “sempre più probabile” che l’inflazione di medio termine si stabilizzi sull’obiettivo del 2%.L’Eurozona deve far fronte a “un’inflazione più elevata e una crescita più lenta a causa della guerra” della Russia contro l’Ucraina. È quanto dichiarato dalla presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, parlando ieri pomeriggio alla XXII conferenza “The Ecb and its Watchers”, secondo cui “le sfide per la politica monetaria stanno cambiando” a causa del conflitto.

Lagarde ha quindi annunciato che la Bce ha rivisto al rialzo l’inflazione della zona euro a febbraio al 5,9%. In particolare, “è improbabile che torneremo alle stesse dinamiche di inflazione” precedenti alla pandemia di Covid. Pertanto, l’Eurotower ha iniziato ad aggiustare la politica monetaria affinché, “quando le condizioni necessarie saranno soddisfatte”, possa compiere “passi ulteriori verso la normalizzazione”. Allo stesso tempo, la Bce è “consapevole dei rischi sottostanti causati dalla guerra e dell’incertezza” che il conflitto sta creando “in tutte le direzioni”.

Per tale motivo, “tutte le decisioni di politica monetaria nei prossimi mesi” si baseranno “necessariamente” sulle conseguenze economiche del conflitto in Ucraina e “dipenderanno dai dati”. “La Banca centrale europea è pronta a fare marcia indietro sui suoi piani di riduzione dello stimolo monetario, se fosse necessario di fronte ai rischi posti dalla guerra”, ha detto Lagarde, spiegando che la Bce resta pronta a mettere in atto nuovi strumenti, se serviranno, affidandosi a tre principi: mantenimento delle opzioni, flessibilità, gradualità.

Latest News