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venerdì, Dicembre 3, 2021

CrowdFundMe raggiunge i 100 progetti finanziati

Con oltre 38 milioni di euro complessivamente raccolti, la piattaforma ha seguito e facilitato un totale di 14.000 investimenti in favore di Pmi italiane

Arrivano a quota 100 i progetti finanziati con successo tramite CrowdFundMe, unico portale di Crowdinvesting (Equity Crowdfunding, Real Estate Crowdfunding e Corporate Debt) presente su Borsa Italiana. Un risultato che porta la raccolta complessiva del portale a oltre 38 milioni di euro, grazie a più di 14.000 investimenti.

Nel corso degli anni, le campagne hanno visto una significativa evoluzione, come dimostra la raccolta media, cresciuta dai 215.000 euro del 2017 ai 500.000 euro del 2020 (dato previsionale). Numeri che si accompagnano allo sviluppo del mercato italiano, in cui l’Equity Crowdfunding si sta affermando sempre più come canale di finanziamento alternativo.

Sempre più società, non solo startup ma anche PMI consolidate, stanno scegliendo questo strumento per la raccolta di capitali, grazie ad un procedimento snello, in quanto totalmente online, e che permette di aprirsi più facilmente ad un’ampia platea di investitori. 

La crescita del settore è anche dovuta al fatto che il mercato dei capitali italiano, nell’ecosistema delle startup e Pmi innovative, è senza dubbio più magro rispetto alla media europea. In Italia, infatti, gli investimenti in venture capital procapite sono di 5 dollari l’anno, davanti solo a Russia e Turchia, mentre la media europea si attesta sui 36 così come i seguenti Paesi: Spagna 36 dollari, Olanda 37 e Portogallo 58 (Dati 2018, Fonti: https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2018/10/03/italia-startup-fondo- pubblico/, Dealroom.co). 

È proprio in questo macrosistema che poco supporta le startup e PMI che il Crowdinvesting si sta rivelando come uno strumento fondamentale per la capitalizzazione di PMI ed in fortissima crescita.

“L’Equity Crowdfunding diventa un canale sempre più ambito per finanziare startup e Pmi, come dimostra la crescita della raccolta media sul portale dell’60% tra 2019 e 2020, “dichiara Tommaso

Baldissera Pacchetti, ceo di CrowdFundMe. “Siamo orgogliosi di sostenere l’economia reale e tante aziende che oggi, senza il Crowdinvesting, avrebbero pochi canali di finanziamento a disposizione. Parliamo di realtà che sono riuscite a creare posti di lavoro, in controtendenza rispetto allo scenario generale in quest’anno di pandemia”. 

I traguardi sono stati possibili anche grazie ai minibond, una delle principali novità del 2020. Si tratta di prodotti obbligazionari che rappresentano una nuova forma di finanziamento per le imprese e che consentono agli investitori di diversificare il portafoglio, affiancando capitale di debito al capitale di rischio. CrowdFundMe ha già concluso con successo due minibond. 

Il primo ha visto protagonista il gruppo di informatica e telecomunicazioni Hal Service, che ha raccolto finanziamenti per 1 milione di euro. L’altro (il primo aperto anche a investitori retail) è quello di i-RFK che, dopo il successo dell’Equity Crowdfunding, ha raccolto 1.290.000 euro con il minibond grazie a 35 sottoscrittori retail (con patrimonio superiore ai €250.000).

CrowdFundMe non punta solo a chiudere con successo le operazioni, ma anche a selezionare società ad alto potenziale che possano creare valore nel tempo per gli investitori, come dimostrano le Exit di alcune emittenti e l’Equity Crowdfunding Index (nav sulle emittenti calcolato dal Politecnico di Milano) del portale, pari a 169 contro la media nazionale di 135.

Nel 2021 è prevista una ulteriore accelerazione del business, non solo per via del trend che vede sempre più società preferire l’Equity Crowdfunding alle forme tradizionali di finanziamento, ma anche grazie all’affermazione dei minibond (dopo questo primo anno di rodaggio) e alla bacheca elettronica di scambio quote, che verrà avviata entro la fine del 2020 e che renderà ancora più liquido il Crowdinvesting.

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