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lunedì 8 Agosto 2022

Crisi energetica e di governo: prezzi fuori controllo e perimetro degli “affari correnti”

Milano – La crisi dei prezzi energetici, in particolare gas ed energia elettrica, rischia di aggravarsi in modo irreversibile con la caduta di governo. Secondo Aiget, Associazione Italiana di Grossisti di Energia e Trader, la caduta dell’esecutivo rischia di rendere ancora più complicato l’autunno che attende il Paese, quando potrebbe rendersi necessario – a livello nazionale o facendo pressioni a livello europeo – attivare strumenti per calmierare il prezzo dell’energia, in particolar modo per i redditi più bassi. Al tempo stesso c’è preoccupazione rispetto alla necessità di rendere esecutive quelle iniziative, come la “misura Sace” che garantiscono liquidità al mondo degli operatori del settore energetico rappresentati da Aiget e che rischiano di rimanere strangolati da un aumento dei costi dell’energia fuori controllo. Aiget ritiene che l’attuale scenario politico sia destabilizzante anche sul fronte dei fondi per gli incentivi stanziati a favore dell’efficienza energetica. C’è già grande incertezza sulle risorse previste per il prossimo anno e per gli anni a venire. Il settore su questo chiede un cambio di passo, perché consumatori e imprese devono avere certezze sulla disponibilità dei fondi.

“Possiamo anche accettare l’idea che si chiuda la stagione dei bonus per l’efficienza energetica – conclude Aiget – a patto che la chiusura sia scandita da un percorso programmato e ordinato”. Del resto, il premier Mario Draghi già l’ha detto chiaramente, non è il tempo dei saluti: “Rimettiamoci al lavoro”. Con le elezioni fissate il 25 settembre e l’insediamento del nuovo governo previsto, nel migliore dei casi, a fine ottobre, ci sono scadenze e priorità che vanno oltre un’ordinata gestione degli affari correnti. La sfida delle prossime settimane è essenzialmente una, non perdere soldi. Vale per gli obiettivi del Pnrr, che hanno bisogno dei decreti indispensabili ad attuare le riforme richieste, e vale per le famiglie e le imprese, che devono fronteggiare da una parte l’aumento del costo delle materie prime e le condizioni di mercato sfavorevoli e, dall’altra, l’aumento dei prezzi e la conseguente caduta del potere di acquisto. Poi ci sono le incombenze internazionali, con la guerra in Ucraina che è tutt’altro che finita, la necessità di inviare nuove armi a Kiev e di giocare la partita dell’energia, e in particolare del gas, in modo da limitare i danni in vista del prossimo inverno.

La situazione era già complessa prima che la crisi di governo scoppiasse e lo è a maggior ragione oggi. Ora il primo passo per mettere in fila le cose da fare sarà delimitare il perimetro entro il quale il governo potrà muoversi. Le priorità le ha elencate il Capo dello Stato Sergio Mattarella: la guerra della Russia contro l’Ucraina, le riforme necessarie per il Piano di ripresa e resilienza, il rialzo dell’inflazione e la lotta alla pandemia. “E’ noto che il Governo con lo scioglimento delle Camere e la convocazione di nuove elezioni incontra limitazioni nella sua attività: dispone comunque di strumenti per intervenire sulle esigenze presenti e su quelle che si presenteranno” fino alle elezioni e all’insediamento del nuovo Governo, ha affermato, per poi aggiungere: “Non sono possibili pause nel momento che stiamo attraversando, i costi dell’energia hanno conseguenze per famiglie ed imprese, vanno affrontate le difficoltà economiche, ci sono molti adempimenti da chiudere nell’interesse dell’Italia”.

Sono le premesse necessarie per ‘allargare’ il più possibile il perimetro degli affari correnti. Un passaggio indispensabile per evitare di perdere i fondi europei legati al Pnrr, per arrivare ad approvare un nuovo decreto aiuti, per costruire le basi su cui il prossimo esecutivo potrà ‘appoggiare’ la nuova politica economica e per accelerare sul fronte della prevenzione del Covid, con il piano per la somministrazione della quarta dose agli over 60. La Nadef, la nota di aggiornamento al Def, servirà per mettere i paletti sui margini di manovra per la finanza pubblica. Ma è presumibile che si ragioni solo a legislazione vigente, senza il quadro programmatico che avrebbe, oggettivamente, poco senso. In discussione ci sono tutti i provvedimenti che avrebbero richiesto un consenso politico della maggioranza, a partire dalle ipotesi di intervento a sostegno dei salari e a un primo taglio del cuneo fiscale. Difficile che si possa fare qualcosa di strutturale, che sarà rimandato alla prossima legge di Bilancio, ma non è escluso che possa essere concordata qualche misura più urgente per fronteggiare le necessità più immediate.

Attenzione a parte merita poi il capitolo Pnrr. Con la pubblicazione del documento “Sistema di Gestione e Controllo, Si.Ge.Co.” e con la conclusione di sette seminari informativi ai quali hanno partecipato oltre 600 soggetti attuatori, proseguono infatti anche gli “affari correnti” del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims) per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Il Ministro, Enrico Giovannini, ha firmato il Decreto sulla “Governance” che regolamenta le funzioni e le attività dell’Unità di missione per il Pnrr e degli altri Centri di responsabilità amministrativa del Mims. Contestualmente è stato adottato il documento “Sistema di Gestione e Controllo per l’attuazione degli interventi del Piano di Ripresa e Resilienza di competenza del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili”.

Il testo descrive, tra l’altro, gli strumenti informativi di supporto e scambio elettronico dei dati; le modalità di raccordo tra i vari soggetti coinvolti; le procedure di selezione e attuazione dei progetti; i processi per le attività di monitoraggio, rendicontazione e controllo; la gestione dei rapporti finanziari, il trasferimento delle risorse e le misure di prevenzione di irregolarità e frodi, corruzione, conflitti di interesse e duplicazione dei finanziamenti con le relative procedure di recupero. Il documento comprende anche una serie di allegati, tra cui quello relativo alle “Istruzioni operative per l’avvio dell’attuazione degli investimenti PNRR di competenza del Mims”, per fornire utili indirizzi alle Direzioni generali e ai soggetti attuatori. L’Unità di missione per il PNRR ha svolto nei giorni scorsi sette seminari ai quali hanno partecipato oltre 600 rappresentanti dei soggetti attuatori. Nel corso degli incontri è stata illustrata la documentazione, fornite istruzioni operative e presentato il portale per l’assistenza tecnica “Capacity Italy”. Anche qui, insomma, l’imperativo è perdere meno soldi possibile.

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