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domenica 7 Agosto 2022

Crisi di governo, Draghi resta in due dei 4 scenari possibili

Roma – Mentre si avvicina il “giorno della verità”, quello delle comunicazioni del Premier al Parlamento, la crisi sembra sempre più destinata a risolversi con le urne anticipate. Nel frattempo, Draghi è scomparso dai radar e i pochi che sono riusciti a raggiungerlo in queste ore riportano sempre lo stesso messaggio: mercoledì sarà il giorno delle dimissioni. Anche perché, ragiona chi gli è vicino, già non si registravano prima delle parole del leader M5s novità che cambiassero il quadro. Se il tema era quello dell’agibilità politica le dichiarazioni opposte dei partiti e la presa di posizione M5S non porta a nulla di buono. Anzi. Senza “risposte chiare” il Movimento 5 Stelle non potrà più “condividere una responsabilità diretta di governo”. E, anzi, si sentirà “libero” di votare “su quello che serve al Paese, senza alcuna contropartita politica”.

Giuseppe Conte compare in video, prima di riunire i gruppi, e di fatto annuncia che il Movimento è pronto a quell’appoggio esterno che il premier ha già più volte pubblicamente respinto. E’ il Movimento che ha “subito un ricatto”, affonda Conte, che richiama lo stesso presidente del Consiglio alle sue di responsabilità. Sullo sfondo, dunque, continuano a naufragare le ragioni di fondo che avevano consentito l’avvio dell’esperienza delle larghissime intese. Quel che è certo è che tra ultimatum e paletti l’azione di governo è destinata ad impantanarsi in un logorio che il Presidente del Consiglio vuole evitare a tutti i costi.

Per giunta, per riprendere le redini del governo i partiti avrebbero dovrebbero dare dimostrazione di voler tornare al sostegno convinto e unitario mostrato nei primi mesi. Ma queste presupposti, almeno al momento, non ci sono. Lo dimostra la presa di posizione ufficiale di Lega e Forza Italia, che sbarrano la porta al Movimento 5 Stelle ad un ipotetico Draghi bis. E, insieme a Giorgia Meloni, si dicono pronti ad andare al voto. Sul tavolo sono quattro i possibili scenari: Draghi resta con l’attuale governo dopo aver ricomposto la frattura (al momento ipotesi meno quotata); nuovo governo Draghi (Draghi bis), nuovo esecutivo ma con un altro premier oppure elezioni anticipate, il 25 settembre o il 2 ottobre, scenario – ad oggi – più quotato. Ma da qui a mercoledì tutto può (ancora) cambiare.

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