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venerdì 7 Ottobre 2022

Criptoguerra a Mosca, e le Pussy Riot creano NFT per le donne Usa

New York – Un recente e discusso disegno di legge approvato dalla Duma di Mosca vieta i pagamenti in cripto ed istituisce un albo dei soggetti autorizzati ad operare nel settore, in attesa di una legge quadro che disciplini l’intera materia. Prosegue dunque il braccio di ferro tra il Ministero delle finanze e la Banca Centrale Russa, con il primo favorevole alla diffusione delle cripto, e la seconda nettamente contrario. Con questa novità, gli investitori iscritti al registro speciale tenuto dalla Banca Centrale, potranno operare liberamente. Chi, invece, non otterrà l’autorizzazione, potrà operare con limitazioni stringenti fino a un limite di ca. 7000 euro (600.000 rubli).

A proposito di Russia, lo collettivo artistico punk-rock russo Pussy Riot, bandito in patria, ha lanciato una nuova collezione NFT intitolata “Proof of Protest” per raccogliere donazioni cripto a favore di 7 organizzazioni USA impegnate nella lotta per i diritti delle donne. L’iniziativa è partita a seguito della recente sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti in tema di diritto all’aborto, che ha suscitato reazioni di sdegno in tutto il mondo. La raccolta è disponibile direttamente sull’app di social media Lenster. Il gruppo ha già utilizzato NFT per sostenere le proprie idee politiche: in marzo aveva lanciato Ukraine DAO, una raccolta fondi Ethereum per sostenere l’Ucraina.

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