22.2 C
Milano
sabato 28 Maggio 2022

Criptoasset, Authority Ue e Consob vogliono subito regole

Milano – Le autorità di vigilanza europee accendono un faro sul mondo delle cripto-attività mettendo in guardia i consumatori sui rischi in cui possono incorrere, a partire da ingenti perdite di denaro e truffe. “Numerose cripto-attività sono altamente rischiose e speculative” e “non sono adatte per la maggior parte dei consumatori al dettaglio come investimento o mezzo di pagamento o scambio”, avvertono le tre authority di supervisione, Eba, Esma ed Eiopa. Un monito condiviso dalla Consob che però puntualizza: “non è sufficiente lanciare gridi di allarme ma servono regole”. A fare il punto, è il Commissario dell’Authority italiana, Paolo Ciocca, intervenendo all’evento ANSA: “Fintech e risparmio, la nuova frontiera di banche e assicurazioni”. Accanto a lui, anche il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, evidenzia la necessità di una regolamentazione “uniforme”, mentre, sul fronte delle assicurazioni, l’Ivass punta ad attuare quanto prima l’attività di ‘mistery shopping’ (acquisti in incognito) per individuare pratiche di vendita non corrette ed eventuali truffe.

Tra i principali rischi legati alle cripto-attività, accanto alle frodi e all’elevata possibilità di perdere tutto il capitale investito, le Autorità europee segnalano la pubblicità ingannevole, i movimenti estremi dei prezzi e l’assenza di protezione. L’esigenza di una regolamentazione e di vigilanza è resa ancora più urgente dalla guerra in Ucraina: “occorre accorciare i tempi dell’entrata in vigore delle regole Ue”, perché il mondo delle cripto “non può diventare lo strumento per aggirare le sanzioni”, avverte Ciocca, evidenziando poi che senza regole “a pagare lo scotto sarà sempre il risparmiatore finale”. Ben venga, quindi, il quadro regolamentare sul Fintech in arrivo dalla Commissione europea che segna “un momento di svolta” per la finanza digitale. Lo sforzo di Bruxelles, però, deve essere integrato “quanto prima” con un intervento normativo a livello nazionale, che definisca il cosiddetto ultimo miglio.

Ciò significa mettere a punto regole nazionali che non sono toccate dalla legislazione europea. A evidenziare l’urgenza di una regolamentazione è anche il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, spiegando che le banche stanno rispondendo “con grande consapevolezza” ai cambiamenti tecnologici. L’Information technology rappresenta “una componente importante negli investimenti delle banche con oltre 5 miliardi di euro a livello di settore”, e “il 92% degli istituti italiani ipotizza di aumentare gli investimenti in tecnologia”, spiega il dg, segnalando inoltre la cooperazione sempre più stretta con le fintech. “Il vero problema – avverte – sono le big tech, che hanno risorse finanziare e masse di clienti enormi e sfruttano vantaggi di una migliore fiscalità”. Diventa così sempre più evidente la necessità di avere “stesse regole e modalità di vigilanza, per evitare che, a fronte di un settore molto regolamentato, le attività si spostino su un settore più opaco e meno tutelato”.

Sul fronte assicurativo, l’Ivass ha pubblicato per la fase di consultazione il regolamento applicativo del ‘mystery shopping’, annuncia il segretario generale dell’Istituto di vigilanza, Stefano De Polis. Durante il dibattito dedicato alla nuova frontiera dei mercati finanziari, la Head of Primary Markets di Borsa Italiana, Barbara Lunghi, evidenzia la crescita delle società fintech in Italia, che a Piazza Affari hanno raggiunto una capitalizzazione aggregata di 27 miliardi di euro. Per il direttore banking as a service di Banca Sella, Andrea Tessera, la sinergia con le fintech è fondamentale: la banca deve poter disporre di soluzioni innovative, soprattutto ai fini della user experience”. Il consumatore finale, infatti, ha detto, “è abituato a esperienze d’acquisto che evolvono nel tempo, oggi più che mai”, spiega Tessera. Per cui, “quando si offrono servizi finanziari, non bisogna essere troppo lontani dal tipo di esperienze più innovative a cui gli utenti sono abituati”. Sulla stessa linea, il ceo del Gruppo Helvetia, Roberto Lecciso, sostiene che la contaminazione con altri mondi sia determinante per innovare il settore delle assicurazioni: l’ostacolo principale non è la difficoltà di utilizzare la tecnologia ma è quello culturale”, ha affermato. Per superare questi ostacoli “la contaminazione” con altri settori diventa fondamentale, spiega il ceo. Per cui, è necessario che il settore assicurativo, ma non solo, “si apra a nuovi mondi, inserendo competenze al di fuori del classico perimetro assicurativo”

Latest News