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lunedì 8 Agosto 2022

Crescita e inflazione in Europa, il pessimismo degli economisti

Milano – La crescita della Zona Euro è rallentata a causa degli effetti della guerra in Ucraina e dell’impatto dell’inflazione sul potere d’acquisto della famiglie e sui consumi. Lo confermano le previsioni per il terzo trimestre formulate da un pool di economisti indipendenti consultati dalla BCE, che rivedono al ribasso le stime di crescita ritoccando all’insù quelle di inflazione. Gli intervistati hanno rivisto al rialzo le loro aspettative di inflazione per tutti gli orizzonti temporali, indicando una crescita del 7,3% per il 2022 dal 6% precedentemente indicato, una revisione al 3,6% dal 2,4% per il 2023 ed al 2,1% dall’1,9% per il 2024.

Secondo gli intervistati, le revisioni al rialzo riflettono principalmente l’aumento dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari, ma l’aumento più forte del previsto dei costi degli input. Le aspettative di inflazione a più lungo termine al 2027 sono indicate in media al 2,2%. Le aspettative di crescita del PIL reale sono state invece riviste al ribasso anche se gli esperti notano che l’andamento più forte del previsto del primo trimestre del 2022 ha ampiamente compensato la dinamica più debole prevista degli altri trimestri. Il PIL è indicato in crescita del 2,8% quest’anno dal 2,9% segnalato in precedenza, mentre la revisione è più marcata per il 2023 all’1,5% dal 2,3%, Confermata la crescita per il 2024 all’1,8%.

Queste previsioni più cupe includono l’intensificarsi delle pressioni sui prezzi dell’energia, l’inasprimento della politica monetaria in tutto il mondo e l’effetto dell’inflazione sul potere d’acquisto delle famiglie. E sebbene i colli di bottiglia delle catene di approvvigionamento legati alla crisi del COVID-19 si siano in qualche modo allentati, si ritiene che agiscano ancora come un freno per l’economia globale. Effetti positivi sono derivati invece dalle misure fiscali contro l’aumento dei prezzi dell’energia e dagli effetti delle riaperture post-Covid, soprattutto sul settore turistico e dei trasporti. Parallelamente alla revisione al ribasso della crescita, le aspettative sul tasso di disoccupazione sono state nuovamente peggiorate e si prevede che il tasso di disoccupazione scenda dal 6,7% nel 2022 al 6,4% entro il 2027. Le aspettative di disoccupazione a lungo termine sono al livello più basso nella storia dell’indagine avviata nel 1999.

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