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sabato 28 Maggio 2022

Credito, Crif: tasso default a imprese e famiglie giù nel 2021

Milano – Nel 2021 l’andamento degli Npe (Non performing exposure) è caratterizzato dalla contrazione dei tassi di default per i crediti concessi a famiglie e imprese. Le previsioni però, considerato il termine delle misure di sostegno del credito, sono di una plausibile inversione di tendenza con un aumento del rischio nei prossimi mesi, con particolare effetto atteso sulle piccole e medie imprese. Questo il quadro che emerge dalla terza edizione dell’Osservatorio Npe di Cribis Credit Management – società del gruppo Crif specializzata nella gestione dei processi di Collection e di Npl (Non performing loan) management – con l’obiettivo di fornire una visione complessiva e aggiornata sul mercato degli Npe. A dicembre 2021 le moratorie ancora in essere si attestano al 10,2% del totale attivato, mostrando come l’effetto sul contenimento del rischio di credito abbia fatto il suo corso.

Entro il secondo semestre 2022 si prevede che il fenomeno venga totalmente assorbito, a meno che non siano attuate nuove iniziative per evitare potenziali shock dovuti ai recenti sviluppi socio-economici. In particolare, l’analisi nel periodo compreso da dicembre 2020 a dicembre 2021 mostra per le società di capitali un tasso di default che passa dal 2,6% all’1,6%, mentre per le persone fisiche passa dal 1,6% all’1,2%. L’Osservatorio Npe presenta un’analisi sulle esecuzioni mobiliari, immobiliari e sulle procedure concorsuali. Emerge l’aumento del numero di liquidazioni giudiziali aperte rispetto al 2020 (+18,8%). In parallelo crescono, anche se in minor misura, i numeri delle altre procedure concorsuali (+11,6%), che comprendono il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa e l’amministrazione straordinaria.

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