Milano – Credit Suisse vuole vendere il Savoy Baur Hotel, un albergo di lusso situato accanto alla sede centrale della banca, sulla Paradeplatz di Zurigo. Secondo il portale Inside Paradeplatz, che per primo ha dato la notizia, si tratta dell’ultimo grande immobile ancora di proprietà dell’istituto, escludendo la sede. “Credit Suisse valuta regolarmente il proprio portafoglio immobiliare nell’ambito della propria strategia complessiva e, in tale contesto, la banca si è impegnata ad avviare il processo di vendita del Savoy”, ha confermato all’agenzia Awp una portavoce del gruppo. “Valuteremo attentamente tutte le offerte e i possibili acquirenti”. Il Savoy, albergo a cinque stelle gestito dal gruppo internazionale Mandarin Oriental, è attualmente chiuso per ristrutturazione: dovrebbe riaprire i battenti nel 2024. Stando a Inside Paradeplatz la banca avrebbe fatto un’offerta al miliardario Götz Bechtolsheimer, che gestisce anche il gruppo di hotel di lusso Tschuggen.
La vendita potrebbe apportare 400 milioni di franchi. Sempre secondo Inside Paradeplatz la cessione mostrerebbe quanto venga reputata difficile la situazione di Credit Suisse. Se dovesse andare in porto l’operazione l’istituto avrebbe praticamente venduto tutti i suoi gioielli di famiglia. La banca, inoltre, ha lanciato un’offerta di riacquisto di titoli di debito senior per un totale di 3 miliardi di franchi svizzeri. La mossa rientra nel piano in vista di una ristrutturazione attesa dal mercato il 27 ottobre e già anticipata dal gruppo. In borsa l’azione CS è volatile: oggi sulla piazza di Zurigo, il titolo Cs Group N sta mettendo a segno un rialzo del 2,92% dopo aver aggiornato i minimi storici nei giorni scorsi. Il confronto del titolo con l’indice Swiss Market, su base settimanale, mostra la maggiore forza relativa di Cs Group N rispetto all’indice, evidenziando la concreta appetibilità del titolo da parte dei compratori.
La situazione di medio periodo di Cs Group N resta tendenzialmente ribassista. Tuttavia, esaminando il grafico a breve, sarebbe lecito iniziare a dubitare della possibilità della fase ribassista di estendere. E’ atteso dunque un miglioramento verso l’alto della curva che incontra il primo ostacolo a 4,367 CHF. Supporto visto a quota 4,307. Ulteriori spunti rialzisti favoriscono un nuovo target stimato verosimilmente in area 4,427. Oggi in pratica in mani prevalentemente straniere, Credit Suisse – l’attuale ragione sociale del gruppo risale al 1997 – è stato a lungo un simbolo della Svizzera moderna: la banca venne infatti fondata nel 1856 a Zurigo quale Schweizerische Kreditanstalt (Credito Svizzero, CS) da Alfred Escher (1819-1882), l’imprenditore che come noto ebbe un ruolo di primissimo piano anche nella costituzione di altri pilastri epocali elvetici quali il Politecnico federale e la ferrovia del San Gottardo.