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lunedì 5 Dicembre 2022

Crack FTX: buco da 9 miliardi, fino a 1 milione di creditori coinvolti nel mondo

Milano – Un flop dei controlli aziendali come quello venuto a galla in FTX, l’exchange di criptovalute fallito qualche giorno fa, non si era mai visto prima d’ora. Lo ha affermato John Ray, il nuovo Ceo della società che ora è sotto la proceduta prevista dal Chapter 11, che disciplina una bancarotta controllata con prosecuzione della gestione operativa nel tentativo di giungere ad un risanamento. E Ray di frodi se ne intende, perché nel suo curriculum c’è anche l’incarico di commissario liquidatore di Enron, la multinazionale texana attiva nel settore dell’energia, fallita una ventina di anni fa, uno dei più grandi crack della storia a Wall Street. In base a quanto accertato dal nuovo management, le spese in FTX venivano approvate tramite l’invio di una emoji su una chat interna.

“Mai nella mia carriera ho visto un fallimento così completo dei controlli aziendali e una così totale assenza di informazioni finanziarie affidabili come si è verificato qui”, ha affermato Ray. Il nuovo Ceo ha dichiarato di non fidarsi affatto delle informazioni finanziarie rilasciate dal suo predecessore e fondatore di FTX, Sam Bankman-Fried, in particolare i bilanci trimestrali non certificati di FTX e le informazioni relative alla società collegata Alameda Research, ed ha detto di aver già individuato trasferimenti non autorizzati per 372 milioni di dollari. Il dissesto di FTX potrebbe aver coinvolto 100mila creditori solo in USA, che potrebbero arrivare ad 1 milione considerando tutte le società satellite, e circa 9 miliardi di debiti.

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