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lunedì 5 Dicembre 2022

Conti deposito: banche aggiornano offerta con aumento tassi, ma non conta solo il rendimento

Milano – Con la Banca centrale europea che nel meeting di ottobre ha deciso di alzare di 75 punti base i tassi di interesse, aumentando quindi sensibilmente il costo del denaro per la terza volta consecutiva e compiendo progressi considerevoli nell’abbandono dell’orientamento accomodante della politica monetaria, si è assistito a un fiorire di offerte commerciali dedicate ai conti deposito da parte delle banche italiane. Alcuni istituti si sono velocemente adeguati al nuovo scenario e hanno così nuovamente iniziato a pubblicizzare le loro offerte sui conti deposito, con tassi interessanti. In un momento in cui un’inflazione galoppante erode i risparmi, molti possono trovare conveniente impiegare della liquidità in questi strumenti, anche se nessuno di essi si avvicina minimamente a coprire quanto si perde con gli attuali tassi di inflazione.

Il conto deposito può avere diverse caratteristiche. Quello vincolato prevede che la liquidità depositata nel conto sia “congelata” per un certo periodo di tempo. A fronte del vincolo concordato con il cliente, la banca garantisce una remunerazione al tasso di interesse previsto nel contratto. Il conto deposito libero, invece, non prevede l’obbligo di tenere ferme le somme in giacenza, perciò il risparmiatore può ritirare le somme depositate in qualsiasi momento senza incorrere in penali. Modelli ibridi permettono lo svincolo delle somme depositate a fronte di una diminuzione della remunerazione. Il tasso d’interesse del conto deposito rappresenta il rendimento garantito sul capitale investito dal cliente, ossia sulla somma depositata e vincolata. Solitamente gli interessi sulle somme depositate sono comunicati sotto forma di tasso di interesse lordo, il cui rendimento effettivo si riduce per via della tassazione, attualmente fissata al 26%. Sul conto deposito è applicata anche una imposta di bollo sul conto pari allo 0,2% del denaro presente sul conto alla fine del periodo cui si riferisce il rendiconto.

Il rendimento non è però l’unico aspetto a cui i clienti guardano. “L’obiettivo principale di un’offerta vincente deve essere la capacità di poter garantire un servizio completo – spiega a Teleborsa Javier Lipuzcoa, Head of Digital Banking Italy di BBVA – Oltre alla performance specifica, riteniamo che la flessibilità delle condizioni di cancellazione e il livello di vincolo richiesto siano punti di decisione fondamentali”. BBVA ha da pochi giorni (in occasione dell’anniversario del suo sbarco in Italia) lanciato il suo primo Deposito Flessibile al 2% per 12 mesi. Il deposito è disponibile per un importo minimo di 500 euro e fino a un massimo di 50.000 euro e verrà liquidato alla fine del contratto. In caso di svincolo anticipato delle somme prima della fine dei dodici mesi, non sono previsti costi di cancellazione: i clienti saranno remunerati con l’1% applicabile al periodo temporale in cui il deposito è stato attivo.

Inoltre, le banche che presentano ai potenziali clienti un conto deposito hanno la necessità di essere trasparenti, vista l’alta concorrenza. “Quello dei conti deposito è un mercato molto competitivo. I prodotti vengono pubblicizzati in modo trasparente, la confrontabilità delle condizioni economiche avviene con semplicità e il mercato si polarizza sulle offerte migliori – dice a Teleborsa Iacopo Di Francisco, amministratore delegato di Banca CF+ – I clienti sono attratti soprattutto dalla remunerazione, infatti, le banche che riescono a massimizzare la raccolta sono quelle che offrono i tassi più interessanti. Tra le altre caratteristiche rilevanti, ci sono: la flessibilità dell’offerta, con lo svincolo totale o parziale delle somme prima della scadenza; la digitalizzazione dei processi di apertura e di gestione del conto; la sicurezza dell’investimento, con la solidità dell’istituto e l’adesione al Fondo Interbancario di tutela dei depositi che sono aspetti molto rilevanti”.

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