21.3 C
Milano
sabato 28 Maggio 2022

Conflitto, inflazione, prezzi: un circolo vizioso per l’Ue

Bruxelles – Il conflitto tra Ucraina e Russia è in grado di abbassare la crescita e aumentare l’inflazione “attraverso l’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, l’interruzione del commercio internazionale e una fiducia più debole”. Lo ha detto la presidente della Banca centrale europea (BCE) Christine Lagarde, la quale ha comunque sottolineato che lo scenario base di Francoforte prevede un’economia in crescita “in modo robusto nel 2022 grazie all’impatto in calo della pandemia e alla prospettiva di una domanda interna solida e di mercati del lavoro solidi”.

Lagarde, intervenendo a un evento a Berlino, ha riconosciuto che l’incertezza sulle prospettive macroeconomiche è aumentata in modo significativo. “Le ripercussioni della guerra sull’economia dipenderanno dall’evoluzione del conflitto, dall’impatto che avranno le attuali sanzioni e da eventuali ulteriori misure adottate – ha spiegato – Abbiamo quindi considerato due scenari alternativi per le ramificazioni economiche e finanziarie della guerra. In questi scenari, la crescita potrebbe essere significativamente frenata e l’inflazione potrebbe essere notevolmente più alta nel breve termine. Tuttavia, in tutti gli scenari, l’inflazione dovrebbe ancora diminuire progressivamente e stabilizzarsi a livelli intorno al nostro obiettivo di inflazione del due per cento nel 2024”.

Nel meeting del 9-10 marzo, il consiglio direttivo della BCE ha deciso deciso di ridurre il ritmo degli acquisti netti di attività per il secondo trimestre, pur mantenendo la possibilità di rispondere alle mutevoli circostanze. La calibrazione degli acquisti netti per il terzo trimestre dipenderà dai dati. “Se i dati in arrivo supportano l’aspettativa che le prospettive di inflazione a medio termine non si indeboliranno anche dopo la fine degli acquisti netti, concluderemo gli acquisti netti nel terzo trimestre – ha ricordato oggi Lagarde – Ma se le prospettive di inflazione a medio termine cambiano e se le condizioni di finanziamento diventano incoerenti con ulteriori progressi verso il nostro obiettivo del due per cento, siamo pronti a rivedere il nostro programma di acquisti netti in termini di dimensioni e/o durata”.

Secondo la numero uno della BCE, gli eventi delle scorse settimane hanno mostrato l’unità e la forza dell’Europa (ha citato in particolar modo le sanzioni), ma anche la necessità di una maggior indipendenza energetica. “Queste settimane hanno dimostrato perché molti dei cambiamenti strutturali in atto prima della guerra sono diventati urgenti – ha affermato – Decarbonizzare più rapidamente l’economia aiuterà a scongiurare i peggiori scenari climatici, riducendo al contempo la nostra dipendenza da fonti di energia esterne. L’idea di autonomia strategica non è più semplicemente desiderabile, è essenziale. Il vertice di Versailles della scorsa settimana ha esemplificato l’approccio unito necessario per rendere l’Europa più forte in tutte le aree”

Latest News