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giovedì, Gennaio 27, 2022

Commisione Banche, Orcel e Bastianini in audizione per chiusura negoziati Mps-Unicredit

Nella giornata di ieri, Andrea Orcel, amministratore delegato del gruppo Unicredit e Guido Bastianini, a.d. di Monte dei Paschi di Siena, sono stati ascoltati in merito alla chiusura dei negoziati relativi all’acquisizione della banca senese durante la Commissione Parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario.

A fine ottobre la Banca e il Mef hanno annunciato il fermo delle trattative. In Commissione Orcel ha affermato che i dati emersi dalla due diligence hanno fatto emergere una necessità di capitale ritenuta eccessiva dal Mef e Unicredit non ha voluto rivedere i parametri da cui era partito il negoziato. Il governo aveva ipotizzato una ricapitalizzazione di circa 2,5/3 miliardi e secondo alcune ricostruzioni Unicredit avrebbe chiesto almeno il doppio.

Unicredit-Mps, Orcel: “Dispiaciuto sul piano personale”

Per il momento, queste rimarranno solo ipotesi dato che nel corso della sua audizione in Senato Orcel ha chiesto infatti che venissero secretate le sue valutazione sull’aumento di capitale necessario per mettere in sicurezza la banca toscana.

“Sono certamente dispiaciuto sul piano personale per il fatto che questa operazione non sia andata a buon fine” ha dichiarato l’a.d. Tra i rammarici anche il fatto che le reti commerciali di UniCredit e quella di Monte dei Paschi non presentano praticamente nessuna sovrapposizione e una fusione avrebbe richiesto pochi tagli al personale delle filiali, almeno secondo Orcel.

“UniCredit e Monte dei Paschi sono altamente complementari, praticamente non ci sono sovrapposizioni tra le loro reti e questo non è così frequente in operazioni del genere, è un vantaggio”, ha aggiunto il ceo di Unicredit. “Un’integrazione avrebbe rinforzato entrambe le banche senza richiedere tagli significativi nell’ambito commerciale”.

Mps, Orcel: il ruolo nell’acquisto del 2007 di Banca Antonveneta

Durante l’audizione si è anche discusso del ruolo che Andrea Orcel avrebbe svolto come banchiere di investimento nell’acquisto del 2007 di Banca Antonveneta da parte del Monte dei Paschi, acquisizione ampiamente accusata di aver accelerato la scomparsa della banca toscana che l’Italia ha dovuto salvare nel 2017.

Come riporta Reuters, in qualità di capo globale del team delle istituzioni finanziarie di Merrill Lynch, Orcel aveva assistito Santander nell’acquisizione da 71 miliardi di euro di ABN Amro, la banca spagnola condotta insieme alla britannica Royal Bank of Scotland e alla belga Fortis. Prima della chiusura dell’accordo, Orcel ha lavorato con MPS per l’acquisto dell’azienda italiana di ABN Amro Antonveneta da Santander. La banca toscana avrebbe pagato 9 miliardi di euro, anche se Antonveneta era stata valutata circa 6,6 miliardi di euro nel più ampio affare ABN Amro pochi mesi prima.

Orcel ha però affermato di aver aiutato MPS solo a raccogliere parte dei soldi necessari per acquistare Antonveneta. “Non ho rappresentato MPS nell’acquisto di Antonveneta e non ho avuto alcun ruolo nella negoziazione dell’accordo”, ha detto.

Mps-Unicredit, Guido Bastianini: “Possibili riduzioni dei costi e del personale”

Dopo Orcel è stato ascoltato l’amministratore delegato di Mps Guido Bastianini, il quale ha sottolineato che “Monte dei Paschi di Siena potrebbe effettuare ulteriori necessari riduzioni sia dei costi che di personale”. Il costo che Mps dovrebbe sostenere per incentivare 4 mila uscite volontarie attraverso il fondo esuberi “avrebbe un costo complessivo di circa 950 milioni” e consentirebbe di ottenere una “riduzione del costo del personale pari a circa 315 milioni annui nel 2026”.

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