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lunedì, Ottobre 25, 2021

Cina, la stretta su aziende tech spaventa: LinkDoc e Keep annullano ipo a Wall Street

Pechino sta attuando una stretta senza precedenti sulle aziende cinesi quotate a Wall Street. Il motivo ufficiale? La sicurezza dei dati sul web, messa a rischio sul territorio americano. Anche se le ragioni dietro a questa decisione sembrano essere più profonde.

Ma facciamo un passo indietro. Secondo quanto riportato da Bloomberg, tutto sarebbe partito da alcune denunce alla corte federale di New York e Los Angeles presentate dagli azionisti statunitensi contro Didi Global Inc., l’azienda di ride sharing nota anche come Uber cinese, che ha fatto il suo debutto a Wall Street lo scorso mercoledì 30 giugno (4.4 miliardi di dollari di Ipo, nella più grande quotazione cinese sulla borsa americana dopo i 21.8 miliardi di Alibaba nel 2014).

Secondo l’indagine della Cyberspace Administration of China, ente regolatore e di supervisione di Internet per la Repubblica popolare cinese, la piattaforma avrebbe violato gravemente le leggi raccogliendo e utilizzando illegalmente informazioni personali; motivo per cui è stata ne è stata ordinata la rimozione dagli app store cinesi per smartphone.

Il governo cinese ha così annunciato che estenderà la sua supervisione sulle società cinesi quotate a Wall Street, in particolare quelle attive nel settore hi-tech, iniziando a regolamentare il tipo di informazioni che queste aziende inviano e ricevono attraverso i confini della nazione, con una forte attenzione a garantire che i clienti cinesi siano al sicuro dai crimini informatici o dalle fughe di informazioni personali. Il governo punirà severamente le attività illegali sui titoli, inclusa l’emissione fraudolenta di azioni, l’appropriazione indebita e la manipolazione del mercato. Come riporta la Cnn, alcuni esperti cinesi sono convinti che il presidente cinese Xi Jinping voglia evitare una situazione simile alla battaglia americana con le società Big Tech come Facebook, Google, Amazon e Apple, le quali hanno acquisito così tanto potere da andare oltre alla capacità del governo di regolamentare, nonostante diverse cause antitrust.

Diverse aziende tecnologiche negli ultimi mesi hanno affrontato indagini per presunti comportamenti monopolistici o violazioni dei diritti dei clienti che hanno portato a multe record e massicce revisioni. Ad esempio, la Cac starebbe indagando anche su Boss Zhipin, una piattaforma di reclutamento online, che ha debuttato sul Nasdaq a metà giugno dopo aver raccolto 912 milioni di dollari.

Ma alcuni esperti cinesi ritengono che Xi voglia evitare una situazione simile alla battaglia americana con le società Big Tech che ha dato a società come Facebook, Google, Amazon e Apple così tanto potere che forse sono al di là della capacità del governo di regolamentare, nonostante diverse cause antitrust e potenziale regolazione. Xi potrebbe non volere una forza di potere in competizione nel suo paese.

Inevitabilmente, ciò ha scoraggiato alcune aziende cinesi che programmavano di sbarcare a Wall Street. Due startup cinesi, difatti hanno sospeso i piani di quotazione pubblica negli Stati Uniti: secondo rapporti separati del Financial Times e della Reuters di giovedì (8 luglio) la società di dati medici LinkDoc Technology e la piattaforma di fitness digitale Keep si sarebbero entrambe ritirate. Fonti hanno riferito a Reuters che LinkDoc era nel bel mezzo della presentazione di un’offerta pubblica iniziale (IPO) di $ 211 milioni a New York, ma ha annullato i piani dopo che Pechino ha ritirato Didi dagli app store e dalle piattaforme di pagamento WeChat Pay e Alipay.

Gli analisti hanno detto a Reuters che, nonostante il fatto che le quotazioni pubbliche statunitensi non siano vietate, la mossa di LinkDoc dovrebbe innescare un ritiro da parte di ulteriori società cinesi con piani di IPO statunitensi. Parallelamente alla decisione di LinkDoc, anche Keep avrebbe deciso di non completare l’atto pubblico per l’ipo negli Usa.

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