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sabato 1 Ottobre 2022

Caro energia, altri 2 miliardi da Intesa alle pmi

Milano – Supportare le PMI di tutti i settori produttivi, l’agribusiness e il terzo settore ad affrontare i maggiori costi legati ai rincari energetici e favorire investimenti in energie rinnovabili sono gli obiettivi del plafond di 2 miliardi di euro predisposto da Intesa Sanpaolo, che conferma il proprio sostegno alle imprese con ulteriori misure che fanno leva anche su quanto già messo a disposizione dallo Stato tramite le garanzie pubbliche. Il nuovo impegno è una misura straordinaria a supporto dei cicli di produttività che risentono della crisi energetica, economica e geopolitica e rientra nel quadro delle iniziative a supporto del PNRR e si focalizza su uno dei pilastri del più ampio programma di interventi per le imprese di Intesa Sanpaolo, Motore Italia.

Con l’obiettivo di supportare i fabbisogni di liquidità per i pagamenti e di garantire la continuità produttiva delle PMI, Intesa prevede specifiche linee di intervento a favore delle imprese, a condizioni agevolate e con il supporto delle garanzie del Fondo Centrale e di SACE, come previsto dal DL Aiuti. Il finanziamento è destinato alla copertura dei costi incrementali e consente di far fronte al pagamento delle bollette dell’energia con diluzione dei pagamenti fino a 36 mesi, con 1 anno di pre-ammortamento. Su richiesta inoltre, sarà possibile attivare la sospensione delle rate dei finanziamenti in essere (quota capitale) per un periodo fino a 24 mesi previa valutazione specifica dei casi. Continua inoltre l’impegno del Gruppo per favorire gli investimenti in energie rinnovabili di tutte le imprese, in particolare PMI, della filiera dell’agribusiness e del terzo settore, che rappresentano la strada per creare indipendenza energetica e uscire in maniera strutturale dalla situazione attuale di crisi.

Proprio oggi si è registrata una nuova flessione per gli indici pmi dell’Eurozona, in cui si accentua la fase di contrazione dell’attività economica. L’indice composito della produzione è sceso a 48,9, dal 49,9 di luglio, ai minimi da 18 mesi e al di sotto della lettura flash di 49,2. I dati indicano un settore privato “in maggiore contrazione, con l’andamento del terziario unitosi a quello del manifatturiero nel registrare un calo della produzione mensile” e valori di declino “particolarmente elevati” in Germania. Entrano in fase di contrazione anche i servizi, con il pmi sceso da agosto da 51,2 a 49,8, al livello più basso dal marzo 2021.

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