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sabato 26 Novembre 2022

Bundesbank, Germania in possibile recessione con crisi energetica

Francoforte – “Dati gli elevati tassi di inflazione, è necessario adottare ulteriori misure sui tassi di interesse. Questo è anche ciò che generalmente ci si aspetta (per la riunione di settembre della BCE, ndr). Tuttavia, non voglio indicare una figura particolare. Gli ultimi mesi hanno dimostrato che dobbiamo adottare un approccio riunione per riunione per le decisioni sui tassi di interesse”. Lo ha detto Joachim Nagel, presidente della Bundesbank e quindi membro del consiglio direttivo della BCE, nel corso di un’intervista con il quotidiano tedesco Rheinische Post.

A una domanda che gli chiedeva se la BCE è attrezzata per una potenziale nuova crisi dell’euro, ha risposto: “L’area dell’euro è cresciuta con le varie crisi che ha dovuto affrontare: ha imparato dal passato e ha creato strumenti che le consentono di affrontare meglio le perturbazioni future. Infine, anche il mondo finanziario è oggi soggetto a una vigilanza più stretta”. Sollecitato sul fatto che nell’eurozona potrebbero esserci paesi più problematici di altri, Nagel si è limitato a dire che la sua più grande preoccupazione è l’inflazione nell’area euro e che non intende nominare alcun paese specifico. “Naturalmente, abbiamo un ruolo di avvertimento – ha spiegato – inviamo segnali ai governi per adempiere alle loro responsabilità e garantire che i loro budget siano in ordine, tra le altre cose. Del resto, la politica economica e fiscale incide anche sul tasso di inflazione e sulla politica monetaria unica”.

Volgendo lo sguardo all’economia tedesca, ha ammesso che il paese potrebbe scivolare in recessione. “A giugno abbiamo ipotizzato che la crescita economica nel 2022 sarebbe stata di poco inferiore al 2%. Dal punto di vista di oggi, è probabile che sia leggermente inferiore – ha affermato il presidente della Bundesbank – Nella prima metà dell’anno, l’economia tedesca stava ancora andando abbastanza bene in condizioni difficili. Se, tuttavia, si aggiungessero ora ulteriori problemi di approvvigionamento a causa del persistente basso livello dell’acqua, le prospettive economiche per la seconda metà dell’anno si deteriorerebbero ulteriormente. Se la crisi energetica dovesse intensificarsi, sembrerebbe probabile una recessione questo inverno”.

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