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lunedì, Ottobre 18, 2021

Istat, produzione industriale subisce primo rallentamento dell’anno: -1,5%

Un passo indietro rispetto ad aprile, ma il livello di produzione industriale continua a crescere in termini tendenziali. L’Istat ha stimato che nel mese di maggio l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dell’1,5% rispetto al mese precedente.

Nella media del periodo marzo-maggio il livello della produzione cresce dell’1,2% rispetto ai tre mesi precedenti.

L’indice destagionalizzato mensile mostra diminuzioni congiunturali in tutti i comparti: variazioni negative caratterizzano, infatti, l’energia (-5,2%), i beni strumentali (-1,8%) e, nella stessa misura, i beni di consumo e i beni intermedi (-0,8%).

Corretto per gli effetti di calendario, a maggio 2021 l’indice complessivo aumenta in termini tendenziali del 21,1% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 21 contro i 20 di maggio 2020). Si registrano incrementi tendenziali per i beni intermedi (+28,8%), i beni strumentali (+25,2%) e quelli di consumo (+15,8%) mentre diminuisce lievemente il comparto dell’energia (-1,9%).

I settori di attività economica che registrano i maggiori incrementi tendenziali sono la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+40,1%), la fabbricazione di mezzi di trasporto (+39,1%) e le altre industrie manifatturiere (+35,8%). Flessioni tendenziali si registrano solo nelle attività estrattive (-16,2%), nella produzione di prodotti farmaceutici di base (-3,6%) e nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-0,3%).

Nel mese di maggio i mezzi di trasporto subiscono il calo peggiore (- 4,6%), anche a causa dei problemi della filiera auto a livello internazionale causati da carenza di semiconduttori e metalli, oltre a tessile e abbigliamento (- 2,8%) e meccanica (- 1,5%).

Per dirla in breve, dopo cinque mesi di crescita congiunturale, a maggio la produzione industriale diminuisce. Tutti i principali settori di attività registrano cali su base mensile, tra cui è più ampio quello dell’energia. In termini tendenziali, l’indice corretto per gli effetti di calendario è ampiamente in crescita, anche se il dato si presenta poco significativo dato che nel maggio 2020 l’Italia si trovava ancora in lockdown. Tra i principali raggruppamenti di industria, l’energia è l’unica a flettere su base annua. Rispetto a febbraio 2020, mese antecedente l’inizio dell’emergenza sanitaria, a maggio il livello dell’indice è inferiore dello 0,8 per cento.

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