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sabato 1 Ottobre 2022

Borse: tutti gli occhi degli investitori sulla Fed, ma la sorpresa potrebbe venire dalla Bce

Milano – Si muovono con cautela le sedute finanziarie delle borse europee, così come a Piazza Affari. Gli occhi degli investitori puntati al meeting di Jackson Hole in programma da domani fino al 27 agosto. Venerdì 26 è atteso l’intervento del numero uno della Fed, Jerome Powell per carpire maggiori indicazioni sull’entità del rialzo dei tassi che la banca centrale statunitense potrebbe annunciare in occasione della riunione di settembre. “Il presidente della Federal Reserve dirà che la Fed dovrà rialzare i tassi quanto e serve per tutto il tempo che ci vuole” ha commentato Steve Englander, strategist di Standard Charter. A ribadire questa posizione da ‘falco’ è stato ieri il presidente della Fed di Minneapolis, Neel Kashkari il quale ha ripetuto la necessità che la Fed metta il controllo dell’inflazione davanti a tutto il resto, sostenendo che il suo più grande timore nella fase attuale è che si sottovaluti l’entità delle pressioni sui prezzi.

Il 27 luglio la Federal Reserve ha alzato i tassi di interesse di 75 punti base per la seconda volta consecutiva nel tentativo di riportare sotto controllo l’inflazione più alta degli ultimi 40 anni. Il presidente Jerome Powell ha anticipato che potrebbe essere necessario un ulteriore rialzo dei tassi “insolitamente alto”. Il meeting si aprirà giovedì 25 agosto per chiudersi sabato 27 ma il momento culminante sarà venerdì 26, quando interverrà Powell. Il discorso del presidente della FED, in programma poco prima della chiusura dei mercati europei, potrebbe offrire un po’ di chiarezza sulla velocità dei prossimi rialzi dei tassi e sulle sue aspettative su quanto alti dovranno salire i tassi prima che l’inflazione sia riportata sotto controllo. A ospitare l’evento sarà come al solito la Federal Reserve Bank di Kansas City, nella cittadina del Wyoming che torna al centro della cronaca finanziaria ogni fine estate.

L’edizione del 2022, che segna il 45° anno del simposio, sarà incentrata sul tema “Reassessing Constraints on the Economy and Policy”. Il tema di quest’anno esplorerà l’emergere di vincoli economici durante la pandemia e come le considerazioni sull’offerta siano tornate al centro della scena. La straordinaria risposta politica globale, e spesso innovativa, alla pandemia suscita inoltre domande su quali aspetti vincolano la politica macroeconomica, come le preoccupazioni sulla sostenibilità fiscale e le dimensioni finali dei bilanci delle banche centrali. Sicuramente gli investitori vorranno capire come la Federal Reserve intende risolvere il dilemma dell’alta inflazione da un lato e della disoccupazione estremamente bassa dall’altro, oltre che avere una risposta alla domanda se gli Stati Uniti sono già in recessione o se si stanno dirigendo verso una recessione.

Non saranno però solo le parole di Powell ad essere oggetto di attenzione, secondo gli analisti. “Mentre tutti guarderanno al discorso di Powell, la sorpresa potrebbe arrivare dai funzionari della BCE – ha spiegato John Plassard, Director & Investment Specialist del Gruppo Mirabaud – Nelle ultime settimane, infatti, sono stati molto silenziosi. Ricordiamo che le aspettative di rialzo dei tassi per la prossima riunione della BCE sono molto alte e che sempre più spesso si chiede a Christine Lagarde di diventare ancora più falco adesso che Mario Draghi non è più alla guida del governo italiano. Inoltre, se l’eurozona dovesse entrare in recessione prima della fine dell’anno, è probabile che la BCE possa accelerare il ritmo dei rialzi dei tassi per avere un po’ di munizioni”.

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