22.4 C
Milano
lunedì, Settembre 20, 2021

Borse, inizio giornata un po’ fiacco. Negativa Londra dopo il calo della produzione industriale

Giornata che inizia un po’ fiacca per i listini europei: (alle ore 09.40) il Ftse Mib segna un debole +0,03% a 26465.55 punti, stesso rialzo per il Cac40 a 6860.12 punti e dello 0,06% il Dax a 15835.130 punti. Appena sopra la parità Amsterdam con l’Aex che segna +0,04% a 776.15 punti mentre si trova in leggera flessione dello 0,02% a 8973.60punti l’Ibex35.

Si muove in negativo Londra, con il Ftse 100 che scende dello -0,21% a 7204.62 punti, nonostante il PIL del Regno Unito abbia evidenziato una crescita del 4,8% su trimestre, in linea con le attese, dopo il calo dell’1,6% registrato nei tre mesi precedenti. A pesare il forte calo della produzione industriale del Regno Unito, con decremento dello 0,7% su base mensile rispetto al +0,6% del mese precedente (rivisto da +0,8%); gli analisti attendevano una crescita dello 0,3%.

L’azionario giapponese ha chiuso in ribasso dopo quattro sessioni consecutive di guadagni, con i titoli legati ai semiconduttori penalizzati dai timori circa il ritorno delle forniture. Inoltre, il peggioramento della situazione Covid nel paese è tornato a pesare sui titoli legati ai viaggi, mentre il calo di consensi per il primo ministro Yoshihide Suga ha alimentato le preoccupazioni sulla stabilità politica del paese in attesa delle elezioni attese nei prossimi mesi. L’indice Nikkei NI225 ha chiuso in ribasso dello 0,2% a 28.014,95 punti.

In generale in Asia la situazione è contrassegnata dal segno rosso: Hang Seng perde lo 0,82% a 26442.80 punti, seguito da Shenzhen con -0,79% a 14901.9705 punti e Shanghai con -0,22% a 3524.7375 punti.

Anche i future di Wall Street in calo (-0,06% il Dow Jones e -0,10% l’S&P500) in seguito alla nuova chiusura record di ieri. Il Dow Jones ha chiuso con un rialzo 0,62% a 35.484 punti e lo S&P500 è salito dello 0,24% a 4.447 punti. Negativo, invece, il Nasdaq (-0,16% a 14.765 punti). Il rendimento del Treasury 10 anno scende all’1,342%.

Sulla parità il prezzo del petrolio, che ieri ha vissuto una giornata sulle montagne russe dopo la richiesta della Casa Bianca ai Paesi Opec+ di aumentare la produzione e il dato sulle scorte Usa. Il future settembre sul Wti segna -0,16% a 69,14 dollari al barile, mentre Brent a ottobre cede lo 0,11% a 71,36 dollari.

Per le valute, la moneta unica vede un leggero rialzo dello 0,04% nei confronti del dollaro e scambia a 1.1741, mentre si dimostra poco mosso nei confronti della sterlina, dove scambia a 0,846 (-0,02%); il dollaro in leggera discesa nei confronti dello yen dove scambia a 110.38 (+0,04%). La sterlina invece in recupero sul biglietto a verde a +0,09% e scambia a 1.3873.

A Piazza Affari si mette in luce Tenaris che vede un rialzo dell’1,04% a 8.942 euro. L’approvazione del piano infrastrutturale negli Stati Uniti continua a sostenere il settore delle costruzioni anche oggi in vista del coinvolgimento delle aziende italiane: tonica WeBuild che sale dell’1,7% (ieri +4,6%), e in forma Buzzi Unicem con +0,75% a 22.83 euro.

Tra le più fiacche Finecobank (-0,95% a 16.235 euro), Leonardo (-0,86% a 6.9 euro) e Recordati (-0,68% a 55.8 euro).

Giornata che inizia un po’ fiacca per i listini europei: (alle ore 09.40) il Ftse Mib segna un debole +0,03% a 26465.55 punti, stesso rialzo per il Cac40 a 6860.12 punti e dello 0,06% il Dax a 15835.130 punti. Appena sopra la parità Amsterdam con l’Aex che segna +0,04% a 776.15 punti mentre si trova in leggera flessione dello 0,02% a 8973.60punti l’Ibex35.

Si muove in negativo Londra, con il Ftse 100 che scende dello -0,21% a 7204.62 punti, nonostante il PIL del Regno Unito abbia evidenziato una crescita del 4,8% su trimestre, in linea con le attese, dopo il calo dell’1,6% registrato nei tre mesi precedenti. A pesare il forte calo della produzione industriale del Regno Unito, con decremento dello 0,7% su base mensile rispetto al +0,6% del mese precedente (rivisto da +0,8%); gli analisti attendevano una crescita dello 0,3%.

L’azionario giapponese ha chiuso in ribasso dopo quattro sessioni consecutive di guadagni, con i titoli legati ai semiconduttori penalizzati dai timori circa il ritorno delle forniture. Inoltre, il peggioramento della situazione Covid nel paese è tornato a pesare sui titoli legati ai viaggi, mentre il calo di consensi per il primo ministro Yoshihide Suga ha alimentato le preoccupazioni sulla stabilità politica del paese in attesa delle elezioni attese nei prossimi mesi. L’indice Nikkei NI225 ha chiuso in ribasso dello 0,2% a 28.014,95 punti.

In generale in Asia la situazione è contrassegnata dal segno rosso: Hang Seng perde lo 0,82% a 26442.80 punti, seguito da Shenzhen con -0,79% a 14901.9705 punti e Shanghai con -0,22% a 3524.7375 punti.

Anche i future di Wall Street in calo (-0,06% il Dow Jones e -0,10% l’S&P500) in seguito alla nuova chiusura record di ieri. Il Dow Jones ha chiuso con un rialzo 0,62% a 35.484 punti e lo S&P500 è salito dello 0,24% a 4.447 punti. Negativo, invece, il Nasdaq (-0,16% a 14.765 punti). Il rendimento del Treasury 10 anno scende all’1,342%.

Sulla parità il prezzo del petrolio, che ieri ha vissuto una giornata sulle montagne russe dopo la richiesta della Casa Bianca ai Paesi Opec+ di aumentare la produzione e il dato sulle scorte Usa. Il future settembre sul Wti segna -0,16% a 69,14 dollari al barile, mentre Brent a ottobre cede lo 0,11% a 71,36 dollari.

Per le valute, la moneta unica vede un leggero rialzo dello 0,04% nei confronti del dollaro e scambia a 1.1741, mentre si dimostra poco mosso nei confronti della sterlina, dove scambia a 0,846 (-0,02%); il dollaro in leggera discesa nei confronti dello yen dove scambia a 110.38 (+0,04%). La sterlina invece in recupero sul biglietto a verde a +0,09% e scambia a 1.3873.

A Piazza Affari si mette in luce Tenaris che vede un rialzo dell’1,04% a 8.942 euro. L’approvazione del piano infrastrutturale negli Stati Uniti continua a sostenere il settore delle costruzioni anche oggi in vista del coinvolgimento delle aziende italiane: tonica WeBuild che sale dell’1,7% (ieri +4,6%), e in forma Buzzi Unicem con +0,75% a 22.83 euro.

Tra le più fiacche Finecobank (-0,95% a 16.235 euro), Leonardo (-0,86% a 6.9 euro) e Recordati (-0,68% a 55.8 euro).

Latest News

I più letti