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sabato 1 Ottobre 2022

Borsa, il caso Zantac affonda GSK, Sanofi e Haleon

Milano – Continuano i consistenti ribassi di alcuni colossi farmaceutici sulla prospettiva di dover sborsare miliardi in seguito a processi riguardanti lo Zantac, farmaco che contiene ranitidina, sostanza che riduce la quantità di acido nello stomaco. Lo Zantac, distribuito da varie multinazionali, è diventato il medicinale più venduto al mondo nel 1988 e uno dei primi farmaci in assoluto a superare il miliardo di dollari di vendite annuali. Negli ultimi anni è stato ritirato da numerose autorità sanitarie per il sospetto di effetti cancerogeni. La prospettiva di un contenzioso sul farmaco non è nuova, ma è diventato un tema discusso tra analisti e investitori di recente. Tra i fattori che hanno influito c’è il fatto che il rischio di azioni legali è stato citato nel prospetto per la quotazione di Haleon. L’ex divisione Consumer Healthcare di GSK si è quotata il mese scorso alla Borsa di Londra.

Inoltre, martedì UBS ha declassato il titolo Sanofi a “Neutral” da “Buy” citando anche il contenzioso che riguarda lo Zantac. Più di 2.000 cause legali relative a Zantac sono state presentate negli Stati Uniti, con il primo processo che inizierà prossimamente. Deutsche Bank ha affermato di non aspettarsi un altro caso glifosato, ma “è molto probabile che potremmo assistere a una passività di alcuni miliardi di dollari”. “Penso che il panico si riduca alla psicologia del mercato invece che sul fatto di aver scoperto qualcosa di nuovo”, ha invece scritto Barclays. Ieri un portavoce di Haleon ha detto a Reuters che la società non è principalmente responsabile di alcun reclamo. “Non abbiamo mai commercializzato Zantac in nessuna forma negli Stati Uniti, come Haleon o come Consumer Healthcare di GSK”, ha affermato.

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