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lunedì, Ottobre 25, 2021

Borsa, Europa torna a respirare. Milano +0,7%

Un po’ di sereno all’orizzonte. I listini europei si muovono tutti in territorio positivo dopo il tonfo della vigilia causato dai timori della variante Delta del coronavirus e della conseguente ripresa dei contagi.

Alle 09.10 il FTSEMib, dopo la seduta nefasta di ieri, oggi guadagnava lo 0,72% a 24.819 punti, mentre il FTSE Italia All Share era in rialzo dello 0,69%. Segno più anche per il FTSE Italia Mid Cap (+0,45%) e per il FTSE Italia Star (+0,39%). Sul Ftse Mib brillano le banche con UniCredit (+1,5%) e Banco Bpm (+1,6%). Riscossa Tim (+1,3%) alle prese col nodo dell’Antitrust per l’accordo sulla Serie A con Dazn. Sale Recordati (+1,2%) che ha avviato il processo per il riassetto della governance (e va verso l’indicazione di un nuovo a.d.). In fondo al listino l’unica debole e’ Bper (-0,2%).

A Parigi si segna il +0,6%, seguita da Francoforte (+0,5%), Londra (+0,4%) e Madrid (+0,2%).

Meno bene per le Borse Asiatiche. La borsa di Tokyo termina in ribasso l’ultima seduta della settimana. L’indice Nikkei ha perso lo 0,63% a 27.940 punti, dopo aver toccato un minimo intraday a 27.419 punti. A pesare la decisione del nuovo stato di emergenza che chiuderà le Olimpiadi al pubblico. Rimbalzo invece per Hong Kong, che segna +0,70%.

Wall Street archivia una delle peggiori sedute delle ultime settimane, anche se i principali indici chiudono le contrattazioni al di sopra dei minimi di giornat, con Dow Jones che chiude a -0,76%, Nasdaq a -0,72% e S&P a -0,85%. A pesare sull’andamento sono state soprattutto le vendite sui comparti ciclici a cui si è aggiunta la debolezza dei Finanziari, con questi ultimi che saranno oggetto di maggiore attenzione la prossima settimana, in occasione del rilascio dei risultati da parte dei principali gruppi, per i quali il consenso si attende ancora un deciso incremento degli utili.

Sul fronte dei cambi, l’euro cala nei confronti del dollaro a quota 1,1833 (da 1,1844 di ieri in chiusura). Restano volatili i pressi del petrolio dopo le tensioni interne all’Opec+: il Wti di agosto scambia a 73,3 dollari al barile (+0,5%) e il Brent di settembre vale 74,4 dollari (+0,3 per cento).

Lo spread Btp-Bund rimane oltre i 105 punti.

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