23.1 C
Milano
martedì, Settembre 21, 2021

Borsa, avvio debole sui mercati. Ansia per i dati sul lavoro USA

Un venerdì che inizia decisamente debole per i listini europei: (alle ore 10.00), il Ftse Mib perde lo 0,12% a 26203.16 punti, mentre il Cac40 mostra un calo più deciso (-0,35%) a 6739.46 punti. Il Dax è appena sopra la parità a 0,03% a 15845.360 punti, mentre il Ftse 100 sale dello 0,15% a 7174.47 punti. In discesa anche Ibex 35 (-0,19%) a 8964.00 punti, così come Aex (-0,04% a 793.00 punti).

Anche i future di Wall Street (+0,13% il Dow Jones e +0,16% l’S&P500) si mostrano abbastanza deboli. A preoccupare sono i dati macro Usa previsti per oggi in merito al mercato del lavoro e al numero di occupati; ciò potrebbe fornire ulteriori indicazioni su quando e come la Federal Reserve potrebbe ridurre i suoi acquisti di obbligazioni.

L’azionario nipponico ha chiuso in rialzo, con il Nikkei avanzato del 2,04% a 29.128,11, la chiusura più alta dal 16 giugno. Il resto dei listini asiatici si mostra invece abbastanza debole: Hang Seng ha chiuso a -0,73% a 25901.13 punti, Shanghai -0,43% a 3581.7343 punti e Schenzen in calo dello 0,68% a 14179.8642 punti.

Il rendimento del Treasury 10 anni rimane stabile all’1,294%, mentre il rendimento del Btp decennale è in aumento allo 0,674%; lo spread Btp/Bund è poco mosso a quota 106,3 punti base.

Sul fronte commodities, il petrolio si muove in direzioni opposte: il Wti cede lo 0,06% a 69,95 dollari al barile mentre il Brent sale a +0,14% a 73,13 dollari al barile: il metallo giallo resta sopra quota 1.800 dollari l’oncia a 1.814 dollari l’oncia.

Nel valutario l’euro poco mosso sul dollaro (+0,04%) e scambia a 1,18797, così nei confronti della sterlina (+0,06%) e scambia a 0.8586. Anche il dollaro è senza slancio sullo yen (+0,04%), dove scambia a 109.97, mentre pochissima attività per la sterlina (+0,02%) sul biglietto verde e scambia a 1.3833.

Anche a Piazza Affari si respira aria di tensione: in positivo Stellantis (+0,42%), Atlantia (+0,41%) e A2A (+0,32%).

Negativi invece Interpump Group, che perde l’1%, seguita in scia da Amplifon, in ribasso dello 0,89%, e Nexi in perdita dello 0,87%.

Un venerdì che inizia decisamente debole per i listini europei: (alle ore 10.00), il Ftse Mib perde lo 0,12% a 26203.16 punti, mentre il Cac40 mostra un calo più deciso (-0,35%) a 6739.46 punti. Il Dax è appena sopra la parità a 0,03% a 15845.360 punti, mentre il Ftse 100 sale dello 0,15% a 7174.47 punti. In discesa anche Ibex 35 (-0,19%) a 8964.00 punti, così come Aex (-0,04% a 793.00 punti).

Anche i future di Wall Street (+0,13% il Dow Jones e +0,16% l’S&P500) si mostrano abbastanza deboli. A preoccupare sono i dati macro Usa previsti per oggi in merito al mercato del lavoro e al numero di occupati; ciò potrebbe fornire ulteriori indicazioni su quando e come la Federal Reserve potrebbe ridurre i suoi acquisti di obbligazioni.

L’azionario nipponico ha chiuso in rialzo, con il Nikkei avanzato del 2,04% a 29.128,11, la chiusura più alta dal 16 giugno. Il resto dei listini asiatici si mostra invece abbastanza debole: Hang Seng ha chiuso a -0,73% a 25901.13 punti, Shanghai -0,43% a 3581.7343 punti e Schenzen in calo dello 0,68% a 14179.8642 punti.

Il rendimento del Treasury 10 anni rimane stabile all’1,294%, mentre il rendimento del Btp decennale è in aumento allo 0,674%; lo spread Btp/Bund è poco mosso a quota 106,3 punti base.

Sul fronte commodities, il petrolio si muove in direzioni opposte: il Wti cede lo 0,06% a 69,95 dollari al barile mentre il Brent sale a +0,14% a 73,13 dollari al barile: il metallo giallo resta sopra quota 1.800 dollari l’oncia a 1.814 dollari l’oncia.

Nel valutario l’euro poco mosso sul dollaro (+0,04%) e scambia a 1,18797, così nei confronti della sterlina (+0,06%) e scambia a 0.8586. Anche il dollaro è senza slancio sullo yen (+0,04%), dove scambia a 109.97, mentre pochissima attività per la sterlina (+0,02%) sul biglietto verde e scambia a 1.3833.

Anche a Piazza Affari si respira aria di tensione: in positivo Stellantis (+0,42%), Atlantia (+0,41%) e A2A (+0,32%).

Negativi invece Interpump Group, che perde l’1%, seguita in scia da Amplifon, in ribasso dello 0,89%, e Nexi in perdita dello 0,87%.

Latest News

I più letti