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lunedì 8 Agosto 2022

Bond ESG-linked si stabilizzano in Europa, dopo boom 2021

Bruxelles – Le emissioni di obbligazioni ESG-linked hanno rappresentato quasi il 30% di tutte le emissioni di obbligazioni di società non finanziarie europee durante il primo semestre del 2022, rispetto a solo il 19% nello stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, su base trimestrale, dopo la rapida crescita nel terzo trimestre del 2021, la quota di obbligazioni indicizzate ai criteri ESG si è stabilizzata negli ultimi quattro trimestri, mentre le emissioni di bond ESG nel primo semestre del 2022 in Nord America e Asia hanno registrato un moderato calo. Lo evidenzia un nuovo report di Scope Ratings sul tema. “A dire il vero, questa stabilità è in netto contrasto con il forte aumento complessivo dei volumi delle obbligazioni societarie legate ai criteri ESG nel 2021”, ha commentato Eugenio Piliego, director in corporate ratings presso Scope.

“Tuttavia, il sano appetito per l’emissione di obbligazioni ESG-linked coincide con il rallentamento dell’emissione complessiva di obbligazioni societarie a causa della crescita del mercato e dell’incertezza macroeconomica negli ultimi due trimestri, aggravata dall’escalation della guerra in Ucraina da parte della Russia a febbraio”, ha aggiunto. Le emissioni ESG-linked in Europa nel primo semestre sono state guidate dai settori ad alta intensità di capitale tipicamente associati al finanziamento attivo sui mercati dei capitali, vale a dire utilities, immobiliare e telecomunicazioni. Le utility sono state particolarmente attive. I principali emittenti europei di obbligazioni ESG nel primo semestre dell’anno sono stati l’utility italiana Enel (7 miliardi di euro), la società di servizi idrici olandese TenneT Holding (3,9 miliardi di euro), la società immobiliare tedesca Vonovia (2,6 milioni di euro), la società idrica francese Suez (2,6 miliardi di euro) e la utility tedesca E.ON (2,3 miliardi di euro).

“In Europa, prevediamo che la quota del mercato complessivo composto da obbligazioni ESG-linked continuerà a mantenersi stabile per il resto dell’anno intorno al 29%, con le emissioni in Nord America che si attesteranno intorno al 5-6%, con una cifra simile per l’Asia, che rappresenta un leggero calo”, ha spiegato Piliego. I settori utilities, immobiliare e telecomunicazioni hanno aumentato la loro quota combinata del mercato ESG-linked al 69% dal 56% nello stesso periodo dell’anno scorso, con l’attività di altri emittenti, come beni strumentali e beni di consumo, in stabilizzazione o in calo. L’emissione di obbligazioni ESG-linked durante il primo semestre 2022 è stata guidata da emittenti provenienti da Italia, Francia e Danimarca. Le società italiane hanno emesso ancora una volta l’importo relativo più elevato di obbligazioni ESG, superiore all’80%, con Enel a fornire il contributo maggiore.

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