22.4 C
Milano
lunedì, Settembre 20, 2021

Blue Ocean Finance: “Portare crescita e innovazione nell’ecosistema imprenditoriale italiano”

I cambiamenti legati agli sviluppi tecnologi, normativi e di mercato, rendono necessario per le PMI concentrare l’attenzione sulla sostenibilità finanziaria del proprio business e la capacità di attirare risorse per sostenere la crescita.

Ed è in questo contesto che si inserisce Blue Ocean Finance, società di advisory finanziaria fondata a Roma nel 2010, il cui obiettivo è quello di divenire un vero e proprio alleato finanziario dell’imprenditore, supportandolo nello sviluppo e la crescita dell’Impresa.

Di seguito la nostra intervista con Giuliano Gigli, ceo e founder di Blue Ocean Finance.

Giuliano Gigli, ceo e founder di Blue Ocean Finance

1) Come nasce Blue Ocean Finance e qual è la mission che vi siete posti?

Blue Ocean Finance è nata dall’esigenza di colmare il divario tra la finanza strutturata e l’economia reale.

In un contesto come quello italiano, dove le PMI costituiscono gran parte del tessuto economico del Paese, abbiamo sentito la necessità di far nascere un polo di supporto per le realtà imprenditoriali in crescita, specialmente per quelle innovative, che raccogliesse un team di specialisti con una Mission comune: portare crescita e innovazione nell’ecosistema imprenditoriale italiano.

La sfida più grande è sicuramente quella di far incontrare il mondo dell’economia reale con la finanza strutturata: parlano due lingue completamente diverse.

Per questo a noi piace immaginarci come degli interpreti che traducono le esigenze di entrambe le parti per far sì che, agevolando la comunicazione, le opportunità di crescita si concretizzino in investimenti, finanziamenti, nuovi posti di lavoro ed espansioni internazionali.

Per questo stiamo continuando a rafforzare la nostra posizione come “ponte” tra imprese e finanziatori attraverso il nostro lavoro e le consolidate relazioni con banche d’affari e fondi di investimento.

2) Sul fronte degli investimenti in startup e PMI innovative, l’Italia è molto indietro rispetto ad altri paesi europei. Quali sono i principali problemi e le relative (possibili) soluzioni e come si inserisce Blue Ocean Finance in questo contesto?

È vero, in Italia siamo indietro sotto questo punto di vista. Questo è dovuto innanzitutto all’elevato grado di disinformazione sulle società innovative (uno dei problemi di comunicazione a cui accennavamo prima) e gli scarsi punti di incontro tra investitori e imprese.

In Italia gli investitori, come le banche del resto, si sono avvicinati da poco al mondo dell’innovazione in misura più strutturata.
In merito alle possibili soluzioni, ad oggi sono diverse le agevolazioni a cui le startup innovative possono accedere: per prima cosa le imprese innovative godono sin dalla nascita di un vasto regime agevolativo – tra le misure più importanti elenchiamo la detrazione fiscale per gli investitori in equity, la copertura all’80% del Fondo di Garanzia sui finanziamenti bancari, l’accesso a bandi statali e regionali, spesso a fondo perduto, e l’utilizzo di strumenti fiscali dedicati come i crediti d’imposta, importantissimi per il miglioramento dei flussi di cassa.

Questi elementi, uniti al forte avanzamento tecnologico che le contraddistingue e un alto grado di patrimonializzazione, contribuiscono a rendere questo tipo di imprese molto più solide e resilienti rispetto alle PMI tradizionali.
Si tratta dunque di un investimento piuttosto tutelato rispetto a quanto si pensa.

Come Blue Ocean Finance stiamo cercando di colmare questo divario portando all’attenzione degli imprenditori tutti gli strumenti ottenibili. Insieme attueremo la migliore strategia finanziaria in base alle necessità di ogni singola azienda.

Infine, stiamo intensificando le sinergie con i nostri partner continuando ad ampliare il nostro network, cogliendo la sfida di tradurre il mondo degli imprenditori a chi opera nei mercati finanziari italiani ed internazionali.

3) BOF negli ultimi 8 mesi ha chiuso tre exit per un valore complessivo di 25 milioni di euro. Quali sono state le principali operazioni concluse?

Nel 2020 le startup exit in Italia sono state 12, un numero importante per un anno così difficile, e siamo felici di aver contribuito al panorama con 2 deal seguiti a cui si aggiunge uno appena concluso nell’anno corrente: l’acquisizione di AtomikAd da parte di Seedtag, l’exit di Xingu con Labelium e la rilevazione di Spinup da parte di CloudCare.

Queste operazioni segnalano sicuramente una piacevole vivacità dell’ecosistema startup che siamo contenti di vedere, specialmente nel settore digital marketing. Le tre società seguite – AtomikAd, Xingu e Spinup – condividono sicuramente un alto tasso di innovazione e tecnologia che le ha rese appetibili e in grado di competere anche su mercato internazionale, un team coeso e con forti competenze ed infine una crescita importante dei ricavi.

Il percorso verso la chiusura di una buona exit non è semplice, il dialogo e l’ascolto delle esigenze di tutte le parti coinvolte richiede attenzione, e le imprese necessitano di figure professionali in grado di far valere i loro interessi con diplomazia e fermezza. Una preparazione finanziaria adeguata è fondamentale per massimizzare il valore del closing.

I cambiamenti legati agli sviluppi tecnologi, normativi e di mercato, rendono necessario per le PMI concentrare l’attenzione sulla sostenibilità finanziaria del proprio business e la capacità di attirare risorse per sostenere la crescita.

Ed è in questo contesto che si inserisce Blue Ocean Finance, società di advisory finanziaria fondata a Roma nel 2010, il cui obiettivo è quello di divenire un vero e proprio alleato finanziario dell’imprenditore, supportandolo nello sviluppo e la crescita dell’Impresa.

Di seguito la nostra intervista con Giuliano Gigli, ceo e founder di Blue Ocean Finance.

Giuliano Gigli, ceo e founder di Blue Ocean Finance

1) Come nasce Blue Ocean Finance e qual è la mission che vi siete posti?

Blue Ocean Finance è nata dall’esigenza di colmare il divario tra la finanza strutturata e l’economia reale.

In un contesto come quello italiano, dove le PMI costituiscono gran parte del tessuto economico del Paese, abbiamo sentito la necessità di far nascere un polo di supporto per le realtà imprenditoriali in crescita, specialmente per quelle innovative, che raccogliesse un team di specialisti con una Mission comune: portare crescita e innovazione nell’ecosistema imprenditoriale italiano.

La sfida più grande è sicuramente quella di far incontrare il mondo dell’economia reale con la finanza strutturata: parlano due lingue completamente diverse.

Per questo a noi piace immaginarci come degli interpreti che traducono le esigenze di entrambe le parti per far sì che, agevolando la comunicazione, le opportunità di crescita si concretizzino in investimenti, finanziamenti, nuovi posti di lavoro ed espansioni internazionali.

Per questo stiamo continuando a rafforzare la nostra posizione come “ponte” tra imprese e finanziatori attraverso il nostro lavoro e le consolidate relazioni con banche d’affari e fondi di investimento.

2) Sul fronte degli investimenti in startup e PMI innovative, l’Italia è molto indietro rispetto ad altri paesi europei. Quali sono i principali problemi e le relative (possibili) soluzioni e come si inserisce Blue Ocean Finance in questo contesto?

È vero, in Italia siamo indietro sotto questo punto di vista. Questo è dovuto innanzitutto all’elevato grado di disinformazione sulle società innovative (uno dei problemi di comunicazione a cui accennavamo prima) e gli scarsi punti di incontro tra investitori e imprese.

In Italia gli investitori, come le banche del resto, si sono avvicinati da poco al mondo dell’innovazione in misura più strutturata.
In merito alle possibili soluzioni, ad oggi sono diverse le agevolazioni a cui le startup innovative possono accedere: per prima cosa le imprese innovative godono sin dalla nascita di un vasto regime agevolativo – tra le misure più importanti elenchiamo la detrazione fiscale per gli investitori in equity, la copertura all’80% del Fondo di Garanzia sui finanziamenti bancari, l’accesso a bandi statali e regionali, spesso a fondo perduto, e l’utilizzo di strumenti fiscali dedicati come i crediti d’imposta, importantissimi per il miglioramento dei flussi di cassa.

Questi elementi, uniti al forte avanzamento tecnologico che le contraddistingue e un alto grado di patrimonializzazione, contribuiscono a rendere questo tipo di imprese molto più solide e resilienti rispetto alle PMI tradizionali.
Si tratta dunque di un investimento piuttosto tutelato rispetto a quanto si pensa.

Come Blue Ocean Finance stiamo cercando di colmare questo divario portando all’attenzione degli imprenditori tutti gli strumenti ottenibili. Insieme attueremo la migliore strategia finanziaria in base alle necessità di ogni singola azienda.

Infine, stiamo intensificando le sinergie con i nostri partner continuando ad ampliare il nostro network, cogliendo la sfida di tradurre il mondo degli imprenditori a chi opera nei mercati finanziari italiani ed internazionali.

3) BOF negli ultimi 8 mesi ha chiuso tre exit per un valore complessivo di 25 milioni di euro. Quali sono state le principali operazioni concluse?

Nel 2020 le startup exit in Italia sono state 12, un numero importante per un anno così difficile, e siamo felici di aver contribuito al panorama con 2 deal seguiti a cui si aggiunge uno appena concluso nell’anno corrente: l’acquisizione di AtomikAd da parte di Seedtag, l’exit di Xingu con Labelium e la rilevazione di Spinup da parte di CloudCare.

Queste operazioni segnalano sicuramente una piacevole vivacità dell’ecosistema startup che siamo contenti di vedere, specialmente nel settore digital marketing. Le tre società seguite – AtomikAd, Xingu e Spinup – condividono sicuramente un alto tasso di innovazione e tecnologia che le ha rese appetibili e in grado di competere anche su mercato internazionale, un team coeso e con forti competenze ed infine una crescita importante dei ricavi.

Il percorso verso la chiusura di una buona exit non è semplice, il dialogo e l’ascolto delle esigenze di tutte le parti coinvolte richiede attenzione, e le imprese necessitano di figure professionali in grado di far valere i loro interessi con diplomazia e fermezza. Una preparazione finanziaria adeguata è fondamentale per massimizzare il valore del closing.

Latest News

I più letti