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lunedì 5 Dicembre 2022

Big Tech, dopo le trimestrali i licenziamenti: mix di inflazione, guerra, costo del lavoro e post-pandemia

Milano – Amazon ha comunicato il blocco delle assunzioni a tempo indeterminato. A causa di “un ambiente macroeconomico insolito” ha dichiarato Beth Galetti, senior vice-president of People Experience and Technology di Amazon. Fino a quando? “Per i prossimi mesi”, ha spiegato il manager, “continueremo a monitorare ciò che stiamo vedendo nell’economia e nel business per adeguarci come riteniamo sensato”. Dopo il terremoto in borsa della scorsa settimana, successivo alle trimestrali delle grandi aziende tecnologiche, quella di Amazon è una scelta che segue e conferma l’aria che si respira in Silicon Valley. Inflazione, rallentamento della crescita, crisi internazionale, aumento del costo del lavoro, riflessi del post-pandemia. Questa la combinazione che sta portando molte aziende americane a stringere la cinghia (che poi vuol dire ridurre l’organico).

Da ultimo, la scelta della Federal Reserve di aumentare i tassi di interesse per combattere l’inflazione è stato l’ennesimo segnale che il rischio recessione per l’economia statunitense è altissimo. In casa Twitter Elon Musk vuole sforbiciare il 50% dei dipendenti, lasciando a casa 3700 persone su 7500. Il New York Times ha visionato la copia di una mail inviata nei giorni scorsi ad alcuni dipendenti. Il messaggio ordinava loro di andare a casa giovedì e di non tornare in ufficio venerdì, giorno in cui sono diventati operativi i primi tagli al personale. L’alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani Volker Turk ha esortato il nuovo proprietario a garantire che il rispetto dei diritti umani sia al centro della sua gestione del social network. “Come tutte le aziende – ha scritto in una lettera aperta -, Twitter deve comprendere i danni associati alla sua piattaforma e prendere provvedimenti per affrontarli. Il rispetto per i diritti umani condivisi dovrebbe essere il punto di riferimento per l’uso e l’evoluzione della piattaforma”.

Nel frattempo Musk ha lanciato ufficialmente il servizio di abbonamento ‘Twitter Blue’ al prezzo di 7,99 dollari al mese, che permetterà di avere account verificati sulla piattaforma con l’ormai celeberrima spunta blu: “Stiamo aggiungendo nuove fantastiche funzionalità a Twitter Blue e ne abbiamo altre in arrivo presto”, ha annunciato la società nell’app store di Apple. “Il tuo account riceverà la spunta blu, proprio come le celebrità, le aziende e i politici che già segui” scrive la società. I membri di Twitter Blue – inizialmente disponibile negli Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Regno Unito – vedranno la metà degli annunci pubblicitari che vedono gli utenti di Twitter non paganti e gli annunci saranno “due volte più rilevanti”, secondo la piattaforma. I membri saranno anche in grado di pubblicare video più lunghi sul sito e ottenere una “classifica prioritaria” nelle risposte, nelle menzioni e nella ricerca.

Opendoor, società tecnologica che sviluppa nuove soluzioni per il settore immobiliare (in gergo proptech), qualche giorno fa ha annunciato il licenziamento di 550 persone, il 18% del totale. A fine ottobre si sono aggiunte all’elenco delle società tecnologiche che tagliano posti di lavoro anche Lyft (mobilità) e Stripe (pagamenti). I co-fondatori di Lyft John Zimmer e Logan Green hanno fatto sapere giovedì scorso che la società taglierà il 13% del personale, quasi 700 posti di lavoro. Lyft ha più di 5.000 dipendenti, esclusi i conducenti. La società a luglio ha licenziato già 60 persone e in precedenza aveva indicato di aver pianificato di rallentare le assunzioni e ridurre i budget in alcuni dipartimenti. Sulla stessa linea anche Stripe, il management giovedì ha comunicato un taglio del 14% del personale. Opendoor, società tecnologica che sviluppa nuove soluzioni per il settore immobiliare (in gergo proptech), ha annunciato appena due giorni fa il licenziamento di 550 persone, il 18% dell’azienda.

“Prima di oggi, abbiamo ridotto la nostra capacità di oltre 830 posizioni, principalmente riducendo le risorse di terze parti, ed abbiamo eliminato milioni di spese fisse” ha fatto sapere ai dipendenti il co-fondatore e CEO Eric Wu. Sempre giovedì, Dapper Labs, che crea token non fungibili dai contenuti della National Basketball Association e della National Football League, ha dichiarato che avrebbe licenziato il 22% del personale. Nelle scorse settimane alla ribalta della cronaca erano salite le scelte di Microsoft, Alphabet, la controllante di Google, e di Meta, che, a modo loro e con una comunicazione che deliberatamente sceglie di non usare il termine “licenziamenti”, stanno per mettere alla porta un bel numero di dipendenti. Mille per quanto riguarda la società di Redmond. Palo Alto è alle prese con un piano di razionalizzazione delle risorse e di riorganizzazione interna: un taglio dei costi previsto del 10%.

Google ha invitato alcuni dei suoi dipendenti a cercare un’altra occupazione all’interno dell’azienda. Snap alla fine di agosto ha annunciato un taglio del 20% del personale (dopo aver aumentato il numero dei dipendenti del 65% dalla fine del 2020): 1300 persone. La società di valutazione immobiliare Clear Capital ha annunciato piani per tagliare il 27% della sua forza lavoro globale (circa 378 dipendenti). Oracle sta licenziando 201 dipendenti. Anche Intel potrebbe tagliare più di 22.000 dei suoi 113.700 dipendenti (circa il 20%). E ci sono anche i tagli di Peloton (800 lavoratori), Coinbase che quest’estate ha licenziato il 18% del suo personale e Robinhood che ha tagliato il 9% (AGI).

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