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lunedì 8 Agosto 2022

BEI: 1,59 miliardi per ricostruire l’Ucraina. Riparte l’export di grano

Milano – La Banca Europea degli Investimenti finanzierà con 1,59 miliardi di euro la ricostruzione dell’Ucraina per “riparare le infrastrutture danneggiate più essenziali e a riprendere progetti di importanza cruciale che rispondono ai bisogni urgenti della popolazione”. Le risorse saranno sostenute da garanzie del bilancio dell’Ue per aiutare l’Ucraina. “Si tratta del secondo pacchetto di aiuti all’Ucraina nell’ambito della risposta urgente di solidarietà della BEI, sviluppata in stretta collaborazione con la Commissione europea. Fa seguito a un pacchetto di sostegno d’emergenza di 668 milioni di euro, interamente erogato entro un mese dall’inizio della guerra.

Come il primo, anche questo nuovo finanziamento è offerto a condizioni favorevoli, anche a lungo termine”, si legge in una nota della BEI. L’approvazione delle risorse è stata salutata in un tweet dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. L’assistenza macro-finanziaria vedrà “l’esborso immediato di un miliardo di euro e aiuterà a ricostruire le infrastrutture e a riprendere i servizi. E a sostenere progetti energetici, di trasporto e di istruzione per il futuro. Siamo a fianco dell’Ucraina”, ha scritto von der Leyen.

Intanto il ministro ucraino delle Infrastrutture, Oleksandr Kubrakov, ha annunciato che l’esportazione di grano ucraino inizierà il 27 luglio dal porto di Chornomorsk nel sud-ovest del Paese. Seguiranno i porti di Odessa e Pivdennyi. Russia e Ucraina hanno firmato accordi sostenuti dalle Nazioni Unite per riprendere le esportazioni di grano ucraino attraverso il Mar Nero il 22 luglio scorso.”Ci aspettiamo che l’accordo inizi a funzionare nei prossimi giorni e che nei prossimi giorni venga istituito un centro di coordinamento a Istanbul. Stiamo preparando tutto per iniziare già questa settimana”, ha dichiarato in conferenza stampa. Il ministro ha spiegato che il principale ostacolo alla ripresa delle esportazioni è il rischio di bombardamenti russi, come dimostrato dall’attacco al porto di Odessa, di vitale importanza sul Mar Nero.

Kubrakov ha invitato i garanti dell’accordo, la Turchia e le Nazioni Unite, a garantire la sicurezza dei convogli ucraini. “Se le parti non garantiscono la sicurezza, non funzionerà”, ha avvertito. Le esportazioni sono ostacolate anche dalla presenza di mine marine, posate dalle forze ucraine per difendersi da un assalto anfibio russo. Secondo il ministro, lo sminamento avverrà solo “nel corridoio necessario per le esportazioni”. Il ministro Kubrakov ha spiegato che le navi ucraine accompagneranno i convogli, che potranno trasportare non solo grano ma anche fertilizzanti, ha aggiunto. Il vice ministro delle Infrastrutture Yuri Vaskov ha confermato che il porto sudoccidentale di Chornomorsk sarà il primo a funzionare per le esportazioni, seguito dal porto meridionale di Odessa e dal porto sudoccidentale di Pivdenny. “Nelle prossime due settimane saremo tecnicamente pronti a esportare grano da tutti i porti ucraini”, ha garantito.

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