15.3 C
Milano
venerdì 7 Ottobre 2022

Bce, tassi: verso +75 punti base, la view degli analisti

Milano – La BCE dovrebbe annunciare giovedì prossimo un aumento dei tassi di interesse di 75 punti base, il più ampio effettuato sinora in risposta ad un’inflazione che continua a correre ed alle politiche più risolute della Fed. Per la banca d’affari Goldman Sachs il quadro dell’inflazione è peggiorato dal meeting di luglio, ed è quindi probabile che le nuove proiezioni di Francoforte opereranno un grosso aggiustamento al rialzo delle previsioni sul 2022-2023, mentre saranno tagliate “nettamente” le previsioni di crescita, alla luce del rallentamento dello slancio e della crisi energetica in corso.

I commenti recenti dei membri del board – ricorda la banca – sono stati piuttosto “da falco”, in particolare Isabel Schnabel, che a Jackson Hole ha detto che occorre “agire con forza” per riportare “rapidamente” l’inflazione sul target. Anche altri governatori della BCE hanno seguito le sue orme, dicendosi a favore di un aumento da 75 punti, mentre sono apparsi molto limitati gli interventi di chi propende per un rialzo “costante” dei tassi. In questa situazione – si sottolinea – “un rialzo da 50 punti sarebbe una grande sorpresa da colombe che riteniamo sarebbe difficile da comunicare alla luce dei dati forti sull’inflazione”.

Anche gli analisti di Generali Investments non escludono lo scenario di un possibile maggiore aumento di 75 punti base, alla prossima riunione anche se per il resto dell’anno attendono poi aumenti di 50 pb che portino entro fine anno il tasso ufficiale all’1,5%, cioè il livello medio del range stimato del tasso neutrale. A settembre/ottobre – affermano – sono probabili dati di inflazione intorno al 10% su base annua, ma in seguito sarà in arrivo una certa moderazione. Dati gli ultimi aumenti dei prezzi del gas, le previsioni di inflazione sono state aggiustate al rialzo, all’8,1% (dal 7,8%) per il 2022 e al 4,5% (dal 4,4%) per il 2023. Le aspettative di inflazione basate sul mercato e le proiezioni del Survey of Professional Forecaster continuano a mostrare un’inflazione al di sopra dell’obiettivo del 2% a medio termine e alcuni parametri sono ulteriormente peggiorati negli ultimi tempi.

In questo quadro – si afferma – non sorprende che i membri del Consiglio Direttivo BCE abbiano adottato una posizione più aggressiva e che, nel suo discorso a Jackson Hole, Schnabel abbia sottolineato la necessità di agire rapidamente e con decisione per ridurre l’inflazione e domare le aspettative di inflazione. Anche PGIM Fixed Income ritiene che la BCE aumenterà i tassi di interesse di 75 punti percentuali nel corso della prossima riunione, ma nota che “non è chiaro se una mossa così incisiva sia giustificata”. Per gli esperti, “un’inflazione più elevata e prolungata rischia di radicarsi nell’economia, rendendo più difficile il doloroso riassorbimento dello shock energetico. La BCE sarà molto ansiosa di evitare di aggravare una situazione già difficile per l’eurozona”

Latest News