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sabato 28 Maggio 2022

Bce, tassi fermi ma “la guerra russo-ucraina è uno spartiacque”

Bruxelles – Così, con una inedita presa di posizione geopolitica, il Consiglio direttivo della Bce apre il comunicato che segue la riunione di politica monetaria. Esprimendo “pieno sostegno al popolo ucraino” la Bce spiega che – in questo scenario critico – “garantirà condizioni di liquidità regolari e attuerà le sanzioni decise dall’Unione Europea e dai governi europei”, sempre adottando “tutte le misure necessarie per adempiere al mandato” di tutelare la stabilità dei prezzi e salvaguardare la stabilità finanziaria.

“La guerra Russia-Ucraina avrà un impatto materiale sull’attività economica e sull’inflazione attraverso l’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, i problemi al commercio internazionale e l’indebolimento della fiducia” ha detto Lagarde. “L’entità di questi effetti dipenderà dall’evoluzione del conflitto, dall’impatto delle sanzioni vigenti e da eventuali ulteriori misure” ha aggiunto, spiegando che “alla luce di uno scenario notevolmente incerto, il Consiglio direttivo ha valutato una serie di scenari nella riunione odierna”.

Come previsto la Bce ha deciso di mantenere fermi i propri tassi di riferimento. Come spiega il Consiglio direttivo, nella nota diffusa dopo la riunione di politica monetaria, il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principale e il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sulla linea di deposito rimangono invariati rispettivamente a 0,00%, 0,25% e -0,50%.

Quanto agli eventuali rialzi – si ribadisce – “avverranno dopo la fine degli acquisti netti” nell’ambito dell’App “e saranno graduali”. A guidare l’andamento dei tassi di interesse saranno sempre – continua la nota – le indicazioni del Consiglio direttivo e il suo impegno strategico a stabilizzare l’inflazione al due per cento nel medio termine. “Di conseguenza, il Consiglio direttivo prevede che i tassi di interesse chiave della Bce rimarranno ai livelli attuali fino a quando non vedrà l’inflazione raggiungere il 2 per cento ben prima della fine del suo orizzonte di proiezione e in modo duraturo per il resto dell’orizzonte di proiezione, e riterrà che i progressi conseguiti dall’inflazione di fondo siano sufficientemente avanzati per essere coerenti con lo stabilizzarsi dell’inflazione sul 2 per cento nel medio periodo”.

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