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sabato 28 Maggio 2022

Bce, esposizione diretta banche Ue verso russe a 100 miliardi di euro

Bruxelles – Le esposizioni dirette delle banche europee verso le controparti russe sembrano gestibili, ammontando a circa 100 miliardi di euro. Gli enti sanzionati costituiscono solo una minima parte di tale totale, secondo il presidente del Consiglio di Sorveglianza della Bce, Andrea Enria, in audizione alla commissione economica del Parlamento europeo. “La guerra ha innescato un secondo shock esogeno per la nostra economia, e di conseguenza per il nostro settore bancario, in meno di due anni. Le sanzioni finanziarie internazionali in risposta all’aggressione russa contro l’Ucraina richiedono un rigoroso rispetto da parte delle banche e di altri attori, generando sfide per le multinazionali”, ha spiegato.

“Vorrei sottolineare che il settore bancario è ben preparato all’impatto della guerra Russia-Ucraina, grazie alla sua forte posizione patrimoniale e di liquidità. Le esposizioni dirette delle banche europee verso le controparti russe sembrano gestibili, il che significa che l’impatto di prim’ordine sulla stabilità finanziaria dell’area dell’euro è contenuto. Tali esposizioni ammontano a circa 100 miliardi di euro e gli enti sanzionati costituiscono solo una minima parte di tale totale”, ha sottolineato.

“Le esposizioni dirette sono concentrate in poche banche operanti in Russia, Ucraina o Bielorussia tramite filiali prevalentemente finanziate localmente. Anche nello scenario estremo in cui le banche europee dovessero svalutare le esposizioni transfrontaliere e decidere o essere costrette ad abbandonare i loro stabilimenti nella regione, l’impatto complessivo sul capitale non pregiudicherebbe il loro continuo rispetto dei requisiti di vigilanza e delle riserve”, ha continuato Enria.

Ieri la presidente della Banca centrale europea (Bce), Christine Lagarde, era interventuta invece sui problemi legati all’aumento dell’infazione, manifestando altrettanto cauto ottimismo anche su questo capitolo dell’economia Ue: nonostante il perdurare della guerra, infatti, l’area dell’euro non sta andando incontro alla stagflazione. Non vi sono stati, infatti, segnali di una recessione prolungata o di un’inflazione sempre più elevata nella regione. Secondo Lagarde, sebbene vi siano fattori di inflazione come l’aumento dei costi dell’energia e dei generi alimentari, non si può presumere che tali indicatori continueranno a muoversi “sempre più verso l’alto”.

Tuttavia, l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia sta causando una perdita di fiducia e sta offuscando le prospettive dell’economia. Al riguardo, la presidente della Bce ha evidenziato: “Nel breve periodo, ci troveremo di fronte a un’inflazione più alta e a una crescita più bassa”. Per Lagarde, più a lungo durerà la guerra in Ucraina, maggiori saranno i costi per l’economia dell’Eurozona, mentre aumenta il rischio di uno scenario sfavorevole per l’economia della regione. In particolare, come riferisce il quotidiano “Handelsblatt”, è probabile che gli investimenti delle imprese risentano del conflitto tra Mosca e Kiev.

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