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venerdì 7 Ottobre 2022

Bce dura: nuova stretta a novembre, ma continua a reinvestire nei titoli in scadenza

Francoforte – Alla BCE “se dovremo andare oltre” il livello dei tassi di interesse che attualmente si ritiene riuscirà a far rientrare l’inflazione ai livelli obiettivi “lo faremo, perché abbiamo un obiettivo e dobbiamo agire”. Lo ha affermato la presidente dell’Eurotower, Christine Lagarde nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo che ha energicamente ed ampiamente atteso alzato di 75 punti base base i tassi di interesse di riferimento dell’Area Euro, per assicurare “un ritorno tempestivo” dell’inflazione al target del 2%. Il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento sale così dallo 0,50% all’1,25%, il tasso sulle operazioni marginali aumenta dallo 0,75% all’1,50% mentre il tasso sui depositi che le banche commerciali parcheggiano presso l’istituzione sale da zero allo 0,75%. Oltre a confermare la linea dura, ieri Francoforte ha rivisto al rialzo le stime di inflazione e al ribasso le previsioni di crescita economica. E sulla base della sua attuale valutazione, il Board si attende di aumentare ulteriormente i tassi di interesse nelle prossime riunioni, per frenare la domanda e mettere al riparo dal rischio di un persistente incremento dell’inflazione attesa. Subito dopo le parole di Lagarde le principali borse europee hanno preso la via del ribasso, per poi recuperare terreno e chiudere addirittura in positivo.

Il Consiglio direttivo – si legge nello statement al termine della riunione – riesaminerà regolarmente la traiettoria della politica monetaria alla luce delle informazioni più recenti e dell’evolvere delle prospettive di inflazione. Anche in futuro le decisioni sui tassi di riferimento saranno guidate dai dati e rifletteranno un approccio in base al quale vengono definite di volta in volta a ogni riunione. L’inflazione – si sottolinea – continua ad essere di gran lunga troppo elevata ed è probabile che si mantenga su un livello superiore all’obiettivo per un prolungato periodo di tempo. In prospettiva, gli esperti della BCE hanno rivisto significativamente al rialzo le proiezioni sull’inflazione, che quindi si porterebbe in media all’8,1% nel 2022, al 5,5% nel 2023 e al 2,3% nel 2024. Quanto all’attività economica, dopo il recupero della prima metà del 2022, i dati recenti indicano per l’area dell’euro un considerevole rallentamento dell’economia, che dovrebbe ristagnare nel prosieguo dell’anno e nel primo trimestre del 2023.

Le quotazioni molto elevate dell’energia riducono il potere di acquisto dei redditi delle famiglie e, sebbene si stiano attenuando, le strozzature dal lato dell’offerta continuano a frenare l’attività economica. Inoltre la situazione geopolitica avversa, soprattutto l’aggressione ingiustificata dell’Ucraina da parte della Russia, si ripercuote sulla fiducia delle imprese e dei consumatori. Le ultime proiezioni formulate dagli esperti segnalano quindi una marcata revisione al ribasso del PIL per la parte restante di quest’anno e per tutto il 2023, collocandosi al 3,1% nel 2022, allo 0,9% nel 2023 e all’1,9% nel 2024. Le perduranti vulnerabilità causate dalla pandemia rappresentano tuttora un rischio per l’ordinata trasmissione della politica monetaria. Il Consiglio direttivo continuerà pertanto a reinvestire in modo flessibile il capitale rimborsato sui titoli in scadenza del portafoglio del Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP).

A seguito dell’aumento al di sopra dello zero del tasso sui depositi presso la banca centrale, il sistema a due livelli per la remunerazione delle riserve in eccesso non è più necessario ed è stato quindi sospeso, fissando il moltiplicatore a zero. Il Consiglio direttivo intende continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza acquistati nell’ambito del piano PAA per un prolungato periodo di tempo e, in ogni caso, finché sarà necessario per mantenere condizioni di abbondante liquidità e un orientamento adeguato di politica monetaria. Per quanto riguarda il PEPP, intende reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma almeno sino alla fine del 2024.

Il Consiglio direttivo continuerà a condurre operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (OMRLT-III), in modo che non ostacoli l’ordinata trasmissione della politica monetaria, e ribadisce di essere “pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti nell’ambito del proprio mandato per assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine”. A questo proposito, ricorda che “lo strumento di protezione del meccanismo di trasmissione della politica monetaria può essere utilizzato per contrastare ingiustificate, disordinate dinamiche di mercato che mettano seriamente a repentaglio la trasmissione della politica monetaria in tutti i paesi dell’area dell’euro, consentendo così al Consiglio direttivo di assolvere con più efficacia il mandato di preservare la stabilità dei prezzi”.

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