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lunedì 30 Gennaio 2023

Bce, debiti sostenibili nonostante la stretta monetaria

Milano – Nonostante il rifinanziamento del debito sia diventato “più costoso per i governi” a causa del rialzo dei tassi di interesse, i debiti dell’Eurozona possono restare “sostenibili” perché “l’alta inflazione tende a migliorare alcuni dati rilevanti della sostenibilità fiscale”,
provocando un aumento del PIL nominale e una contestuale “riduzione del rapporto debito-PIL”. È quanto emerge dallo studio degli economisti di Francoforte “Politica fiscale: da un pranzo gratis a uno abbordabile”, pubblicato sul blog della Bce.

Nello studio si segnala come “nonostante il rialzo dei tassi il debito governativo possa restare su un sentiero solido”.Gli economisti della Bce evidenziano come “costi di finanziamento più alti si applicano solo al debito di nuova emissione” mentre “i costi di finanziamento medi dell’Eurozona restano relativamente bassi, in quanto i governi si sono garantiti tassi più bassi” rifinanziandosi negli anni in cui il costo del denaro era ai minimi storici.

“Fino a quando i tassi di interesse nominali sul debito governativo restano inferiori al tasso di crescita del PIL il rapporto debito-PIL di un Paese può restare stabile anche in presenza di un deficit primario (cioè di spese superiori alle entrate fiscali al netto del costo del debito) – si legge nella ricerca –. Nell’Eurozona, i costi di finanziamento medi siano stati inferiori, negli anni recenti, ai tassi di crescita del PIl e, a dispetto dei recenti aumenti nei tassi di mercato, i costi per gli interessi sono attesi ancora per qualche tempo sotto i tassi di crescita”.

Col passare del tempo però il progressivo rifinanziamento del debito a tassi più alti – rileva lo studio – farà salire il costo medio del debito mentre la riduzione dell’inflazione ridurrà la crescita nominale del PIL rendendo più impegnativo garantire la sostenibilità del debito. E in questo contesto arriva un monito a Paesi, come l’Italia, che hanno un debito elevato. “I tassi pagati dai governi sul nuovo debito dipendono anche dalla solidità della loro posizione fiscale. Indebitamenti più alti possono spingere al rialzi gli spread di credito verso livelli ai quali le dinamiche di debito si deteriorano”, con il rischio, nel caso in cui peggiori l’accesso al mercato dei capitali, che “la sostenibilità fiscale venga messa a rischio”.

Per questo gli economisti mettono in guardia i governi dalla tentazione di fare “pasti gratis”, cioè deficit eccessivi, facendo leva sul fatto che la crescita nominale del PIL è stata recentemente superiore a quella dei costi di finanziamento. “Alti debiti” infatti possono “far salire i rendimenti” e alla fine “il costo medio del debito”. “Per i Paesi ad alto indebitamento” una crescita del 10% del rapporto debito-PIL costa, secondo le stime di Francoforte, “un aumento di 65 punti base” del rendimento dei propri bond.

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