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domenica 3 Luglio 2022

Banche, la guerra può aggravare le pressioni sulla qualità degli asset

Roma – Le banche europee hanno mostrato una buona capacità di tenuta durante la pandemia e alla vigilia dello shock” dovuto alla guerra in Ucraina e le sanzioni alla Russia. Lo ha detto il numero uno della Vigilanza bancaria della Bce, Andrea Enria intervenendo ieri al Comitato esecutivo dell’ABI a Roma. “Ma con il prolungarsi del conflitto e il peggioramento delle prospettive macroeconomiche, gli investitori sono portati a rivedere al ribasso le proprie valutazioni”, ha aggiunto. “Energia e materie prime sono fattori determinanti dell’inflazione e frenano l’attività in diversi settori – ha notato Enria -. L’uscita da un contesto di bassi tassi di interesse, nel complesso favorevole per le banche, è offuscata dalle previsioni di un rallentamento economico”.

Il capo della vigilanza Bce ha notato migliori posizioni patrimoniali e di liquidità delle banche, miglioramento ininterrotto dell’incidenza dei crediti deteriorati (Npl), dei livelli di rischi di credito legato alla “pandemia” molto più gestibile rispetto alle attese (su questo la Vgilanza Bce aveva formulato previsioni molto pessimistiche, che poi non si sono materializzate). Secondo Enria l’esposizione diretta delle banche alle aree del conflitto di natura limitata e concentrata. C’è stato un recupero della redditività, con aggiustamenti nel primo trimestre limitati principalmente a banche con esposizione diretta verso la Russia. E intanto è ripresa la remunerazione agli azionisti. Inoltre, la guerra in Ucraina potrebbe esercitare ulteriore pressione sulla qualità degli attivi delle banche nei trimestri a venire”.

Tra i fattori di potenziale deterioramento della qualità degli attivi ha citato innanzitutto l’aumento dei costi per le aziende: energia (petrolio, gas, carbone), materie prime (metalli, derrate alimentari) e altri beni di importazione; le possibili interruzioni nella catena di approvvigionamento; il deterioramento della fiducia dei mercati e la diminuzione del reddito disponibile delle famiglie (a causa di disoccupazione e inflazione). Intanto i settori vulnerabili alle misure restrittive imposte dai Governi a motivo del Covid restano sotto osservazione, mentre nuovi settori vulnerabili legati al conflitto in Ucraina finiscono sotto la lente, ha spiegato Enria: settori di negoziazione di materie prime e dei servizi energetici e settori ad alto consumo di energia e materie prime. Enria ha quindi definito una “priorità assoluta” l’avanzamento del processo di completamento dell’unione bancaria

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